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L’allarme era stato lanciato nuovamente alcuni giorni fa dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, lo stesso che da anni denuncia lo stato di abbandono del quartiere pescarese.

Il tema è sempre lo stesso: la mancanza di sicurezza nei quartieri periferici di Pescara. Continua a esserci l’allarme criminalità e una nuova ondata di furti e rapine in particolar modo a Fontanelle.

Nel quartiere le abitazioni popolari sono a rischio crollo e le occupazioni abusive hanno portato i residenti ormai all’esasperazione. Pettinari, intanto, è tornato a sollecitare le autorità preposte a farsi carico dei problemi dei cittadini vittime quotidianamente delle violenze di pregiudicati e delle false promesse delle Istituzioni. Decine di residenti hanno manifestato davanti il palazzo della Regione di viale Bovio a Pescara con l’intento di farsi ricevere dal governatore, Luciano D’Alfonso. Ma di lui neanche l’ombra.

“In segreteria ci hanno detto che il presidente non c’è e non sanno se e quando potrà riceverci” ha riferito il consigliere pentastellato dopo aver avuto un colloquio nel palazzo regionale.

Eppure, nonostante le storie raccontate dai cittadini vadano ben oltre il limite della sopportazione, i rappresentanti politici pare facciano orecchie da mercante. Tra gli ultimi episodi raccontati c’è quello di uno signora anziana che ha paura di uscire di casa dopo aver visto davanti alla porta del suo appartamento un ragazzo che si iniettava droga e si sentiva male.

Il 90 % delle case di proprietà dell’ATER e quindi della Regione Abruzzo insistenti sul territorio del Comune di Pescara sono in condizioni strutturali pessime, gravemente ammalorate, in diversi casi a rischio per l’incolumità pubblica. Utenti costretti a vivere in veri e propri tuguri, in luoghi insalubri, bambini affetti da patologie respiratorie costretti a vivere in ambienti umidi dove le infiltrazioni d’acqua rappresentano una normalità.

Ma, durante la manifestazione, c’è stato un fuori programma con l’arrivo (per caso) dell’assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, Andrea Gerosolimo. Parcheggiato il Suv l’assessore è sceso e ha ascoltato le richieste e le lamentele dei cittadini.  

“Io sono pronto a mettermi al vostro fianco e condurre la battaglia” ha detto l’assessore rivolgendosi ai manifestanti. Poi, però, l’aria si è cominciata a surriscaldare quando Gerosolimo rivolgendosi a un’attivista dei 5stelle, ha detto:“lei sono due volte che mi provoca”.

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Dunque la precisazione:“se si viene qui si costruisce e non si provoca”. Infine l’assessore puntualizza:”Io dal 2000, da quando sono stato eletto, trascorro le domeniche, dalle 9 la mattina alle 4 del pomeriggio, sottraendo tempo ai miei figli, a ricevere persone nel mio studio legale. Ma non come professionista ma ad ascoltare persone che hanno problemi. Ve lo dice uno che ha preso valanghe di voti nella vita, sempre”.

Ora si tratterebbe di capire se, nonostante le valanghe di voti dell’assessore, i cittadini dei quartieri disagiati di Pescara riescano o meno a ottenere una valanga di soluzioni alla valanga di problemi.

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