Bussi, il sindaco Lagatta sulla bonifica dei terreni cambia idea. Perché?

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Il 23 Gennaio scorso il Ministro dell’Ambiente Costa, in visita a Bussi sul Tirino, aveva riacceso la speranza per l’avvio della bonifica sui terreni del SIN – discariche 2A e 2B – con dichiarazioni confortanti circa l’impegno
politico mirante al superamento delle anomalie tecnico amministrative elencate nella nota di riscontro del Ministero dell’Ambiente alla diffida del Comune. Quando, inaspettatamente, si manifesta la marcia indietro del Sindaco Lagatta con la convocazione di un Consiglio straordinario per lunedì 4 febbraio per la discussione della restituzione dei siti delle discariche alla Solvay.

Ma andiamo con ordine.




Dagli atti pubblicati sull’Albo Pretorio del Comune è stato possibile ricostruire la storia di questa annosa e
problematica vicenda. Già durante il Consiglio Comunale del 21/04/2017 – Delibera di Consiglio n. 10 – erano insorti non pochi dubbi da parte sia dei consiglieri di minoranza (che alla fine hanno votato a favore) che di maggioranza sulla opportunità
di acquisizione da parte del Comune delle aree ancora inquinate da bonificare. In particolare l’allora Vice
Sindaco Sonia di Carlo, attraverso una propria dichiarazione allegata alla Delibera citata, si asteneva dalla
votazione richiedendo con forza la modifica della bozza dell’accordo di programma stipulato dal Ministero,
Regione Abruzzo, Comune di Bussi e Solvay in data 28/04/2017, attraverso la modifica e l’integrazione dell’art. 2
dell’accordo, proponendo una occupazione temporanea dei suoli al posto dell’acquisizione. Solo dopo
l’avvenuta bonifica, dunque, la possibilità dell’acquisizione definitiva dei terreni al patrimonio comunale, nel vano
tentativo di tutelare il comune da quello che oggi si sta verificando: la restituzione delle aree alla Solvay,
nell’incertezza delle tempistiche di avvio delle operazione di bonifica, così come descritto nell’ordine del giorno
della lettera di convocazione del Consiglio Straordinario. Sulla stessa linea del Vice Sindaco era anche la ex Consigliera Sonia del Rossi, passata in minoranza tempo prima, che, con propria dichiarazione allegata alla Delibera, dava il suo voto contrario sulla procedura che si stava deliberando.

I terreni in questione sono stati acquisiti dal Comune solo in data 25 maggio 2018, periodo in cui il Comune era
retto da ben due commissari prefettizi, il Dott. Giovanni Incurvati per l’approvazione del bilancio ed il Dott.
Luciano Giuseppe Conti per la provvisoria amministrazione dell’Ente, con i poteri del Sindaco, della Giunta e del
Consiglio. (Incaricati con note Prefettura di Pescara n. 0027131 e 0027113 del 22/05/2018).
Il Comitato Bussi in MoVimento si è sempre chiesto ed ha sempre chiesto quale fosse l’urgenza di concludere
l’acquisizione delle aree proprio nel periodo in cui l’Amministrazione era decaduta. L’Ente commissariato e il
contratto con la DEC.DEME, Società vincitrice della gara d’appalto, non era stato ancora stipulato.

Un atto di indirizzo – Delibera di Giunta n. 44 del 15/05/2018 – con cui si incaricava il
Responsabile del Servizio Tecnico Geom. D’angelo Antonio– può avere un sostanziale carattere di urgenza a
26 giorni dalle lezioni amministrative che si sarebbero tenute il successivo 10 giugno?
Chi ha sottoscritto l’atto notarile di acquisizione delle aree non si è accorto (?) che sono
stati acquisiti terreni non ricompresi tra quelli elencati nell’accordo di programma? (siti dell’ex iprite).

Ora, è pacifico porsi alcune domande:
– Perché tutta questa fretta nell’acquisizione?
– Il Sindaco si aspetta che Solvay si riprenda le aree senza scatenare “giustamente” i propri avvocati?
– Il Sindaco si aspetta che Solvay si riprenda i siti dell’ex Iprite – su cui grava una messa in sicurezza di
circa 3 ml di euro e che con la riacquisizione delle aree deve portare a compimento?
– Oppure vuole chiedere un referendum popolare e far ricadere la responsabilità di azioni compiute in
totale autonomia su una comunità che, fondamentalmente, è stata sempre poco e male informata?
Non ci resta che aspettare il 4 febbraio, nella speranza che, questo tentativo di recuperare i gravi errori compiuti
non si trasformi in uno tsunami in cui gli unici che affogheranno saranno i cittadini inconsapevoli delle avventate
azioni compiute dai loro governanti.

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