Civeta, la discarica dalle consulenze d’oro. Oltre 100mila euro anche a parenti e amici

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Il Consorzio Intercomunale – Azienda Speciale Consortile di igiene ambientale del comprensorio vastese, di cui già ci siamo occupati,  è stata creata per volontà di otto comuni al fine di risolvere le problematiche ambientali e di trattamento dei rifiuti urbani.

I Comuni che partecipano al consorzio pubblico sono Vasto, Cupello, San Salvo, Scerni, Monteodorisio, Pollutri, Casalbordino e Villalfonsina. In questi mesi

Da giugno dell’anno scorso si sono succeduti una serie di incendi: il primo, fu detto, per autocombustione dei rifiuti e il secondo, probabilmente, dovuto alla mano dell’uomo. In quell’occasione i sindaci di Cupello e Monteodorisio rassicurarono la popolazione dicendo che l’incendio interessò “solo rifiuti non pericolosi e non nocivi alla salute”.  Un po’ poco per stare tranquilli. E, infatti, a luglio scorso c’è stato l’ennesimo incendio in cui l’ipotesi dell’autocombustione non è stata nemmeno tenuta in considerazione viste le abbondanti piogge del mese appena trascorso.

Del terzo incendio al momento si sa che è avvenuto a distanza di un anno esatto dai precedenti e in una fase in cui la discarica è posta sotto sequestro. “È l’ennesimo segnale inquietante, in perfetto stile mafioso, che incombe sul ciclo dei rifiuti in questa regione” scrive il Comitato Difesa del Comprensorio Vastese. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Rifondazione comunista che parla di “puzza di immondizia mafiosa” nel “silenzio assordante delle istituzioni e delle forze politiche della comunità di Cupello, che dura da troppi anni”. Chiarezza va fatta per il partito “anche sul rapporto che la società che gestisce l’impianto ha avuto con le istituzioni locali in questi anni”. 

La discarica è stata sequestrata con rifiuti provenienti da Campania, sud del Lazio e Puglia. Il provvedimento di sequestro è frutto di un’indagine relativa a conferimenti di rifiuti extraregionali per 70.000 tonnellate.

Oggi, però, si scopre che il Consorzio del Civeta non abbia mai avuto una Certificazione per la Prevenzione Incendi (Cpi). Una questione strana visto che, sempre in questi giorni, si è appurato che i soldi che il Civeta ha pagato per essere tenuta in attività sono decine di migliaia di euro. “Per l’anno 2008 sono state affidate consulenze esterne per complessivi € 134.919,61 pagati dai cittadini dei comuni che fanno parte del consorzio” spiega il Consigliere comunale di Monteodorisio, Stefano Moretti. “Molte delle persone che hanno ricevuto incarichi sono legate direttamente o indirettamente al panorama politico del territorio” aggiunge il consigliere. “Non è dato conoscere, al momento, il criterio di assegnazione di queste consulenze che, in alcuni casi, raggiungono importi di oltre i 10.000,00 euro.”

Nel documento si legge che molti soldi sono stati spesi, ad esempio, per la “messa in sicurezza e consolidamento della discarica a tutela della sicurezza e della pubblica incolumità”. Costo: oltre 15mila euro. Interventi che, a quanto pare, a poco sono serviti visto che nel giro di poco tempo sono scoppiati almeno tre incendi e un’inchiesta della magistratura che ha accertato la presenza di rifiuti che in quella discarica non ci dovevano essere. Ci sono, poi, altri 7500 euro per “la nomina di un consulente tecnico di parte”. Oltre 30mila euro sono stati spesi per questioni legali e altre migliaia di euro finiti tra “analisi tecniche” e “consulenze professionali e di lavoro”.

Nel mentre Moretti annuncia la richiesta di una commissione di inchiesta al sindaco di Monteodorisio, dalla Regione Abruzzo il silenzio è tombale.

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