Sentenza contro Equitalia: cartelle riferibili a contributi previdenziali prescritte dopo 5 anni

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I cittadini vessati da Equitalia portano a casa un’altra vittoria.

Questa volta a vincere la sfida è stato un contribuente di Pescara a cui la Corte di Appello de L’Aquila ha annullato oltre 8000 euro di cartelle esattoriali di Equitalia. Il motivo della decisione si è basato su un dato molto preciso: dal giorno delle notifiche delle cartelle erano decorsi i termini prescritti di cinque anni previsti dalla legge. La decisione dei giudici aquilani ha ribaltato le sentenze di primo grado del Tribunale di Pescara che aveva dato ragione ad Equitalia, conformandosi ad una sentenza della Suprema Corte del 2014.

“Il Giudice d’appello, dunque accoglie in toto le richieste del nostro ufficio legale, a nome del contribuentespiega l’associazione Codici Abruzzo “e decreta l’annullamento delle cartelle esattoriali”. Il Responsabile Regionale, Giovanni D’Andrea, precisa:“la nostra è una lungimirante battaglia in favore dei contribuenti con particolare attenzione delle fasce più deboli, pensionati, lavoratori dipendenti e piccoli imprenditori. Sono proprio queste categorie ad essere maggiormente tartassate dal fisco ed a pagare più degli altri gli effetti negativi dalla crisi economica”.

Il giudice del Lavoro di Pescara in merito all’opposizione di intimazione di pagamento presentata dal contribuente aveva respinto il ricorso condannando il ricorrente. Alla base dell’impugnazione due cartelle di Equitalia risalenti agli inizi degli anni 2000 in cui venivano pretesi contributo previdenziali. Con la nuova sentenza, invece, i giudici hanno stabilito, in buona sostanza, l’applicabilità in materia della prescrizione quinquennale perché riguardanti “contributi previdenziali e vige quindi una disciplina specifica che stabilisce appunto il termine prescrizionale quinquennale”. 

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