Toninelli: l’inutile ministro che dovrebbe dimettersi subito. Al massimo ora.

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L’inutile ministro delle infrastrutture e dei trasporti del Governo Conte si scaglia contro la satira e ricorre agli avvocati.

Il fattaccio, è proprio il caso di dirlo, è accaduto per via di una vignetta pubblicata da 

 

 

Dopo la pubblicazione del disegno è successo che, l’inutile ministro della Repubblica, Danilo Toninelli, se l’è presa. E molto. Tanto da correre in lacrime dal suo avvocato sollecitandolo a chiedere rispetto alla stampa della sua “autorevole” figura. Lui, Danilo Toninelli, fermo all’ultimo posto nelle classifiche sul gradimento dei ministri, ma al primo posto nelle parodie e prese in giro governative. Lui, quello che da quando è ministro non ne ha azzeccata una oggi, inorridito, dichiara guerra alla satira che, dal suo punto di vista, denigrerebbe la sua figura istituzionale.

Toninelli e il suo avvocato vedono nella vignetta un “quadro di inciviltà linguistica”,“un chiaro segno del declino di certo giornalismo” che “integra la ben più grave mortificazione di valori e principi etici” e via delirando.
 
“Il Ministro Toninelli – scrive l’avvocato del ministro – riceve, da tempo, una serie di offese virulente e ingiustificate che alcuni siti web e organi di informazione si prestano a pubblicare, adoperando espressioni per nulla riconducibili alla libertà di stampa – profondamente rispettata dal mio assistito – ma che più si addicono all’insulto e all’irrisione gratuiti.” Dunque, secondo il legale “Il quadro di inciviltà linguistica e l’uso avvilente di immagini e rappresentazioni visive cui si assiste non appare degno di una società onesta e sensibile al rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali fondamentali. Fortunatamente, ad ogni modo, resistono – e sono numerosi – gli esempi coraggiosi di una sana libertà di espressione, che non asseconda l’automatica pubblicazione di tutto ciò che si ha in mente, ma di quella sola verità che ha incondizionato rispetto del neminem laedere.”
 
Una lettera che, se non fosse vera, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate e a cui Natangelo ha risposto con un’altra vignetta prendendo spunto dalla lettera involontariamente comica in difesa di Toninelli. Una lettera in cui l’avvocato ci spiega che si è arrivati a una incviltà linguistica che deteriorano l’aspetto umano quando, giusto per ricordarlo, Toninelli ha preso il potere per mezzo di un partito politico che ha fatto dell’offesa e dell’inciviltà verbale la sua bandiera.
 
Toninelli, che a quanto pare ha capito la vignetta in pochi giorni, ci spieghi cosa intende fare sulle grandi opere, sulla Tav e quanto tempo ancora i genovesi dovranno attendere per la ricostruzione del ponte. Ci spieghi se, nel frattempo, è riuscito a regolare il traffico nel tunnel del Brennero e come mai, nonostante il parere negativo della commissione tecnica sulla costruzione del Terzo Valico (l’opera di 53 chilometri di ferrovia – prevalentemente in tunnel – per merci tra Genova e Tortona) che, secondo i tecnici costa troppo (ad oggi 6,2 miliardi di euro) e produrrà quasi certamente uno danno economico (1,5 miliardi rispetto ai benefici che otterrà), abbia deciso di farla nonostante tutto.
 
Ci spieghi, l’inutile ministro Toninelli, come intenda fronteggiare il ricorso fatto dal Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia, contro il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri di nomina del Commissario straordinario per la ricostruzione ai sensi della Legge n. 130/2018 e di alcuni decreti emessi dal Commissario stesso. Ci spiegi Toninelli come intende procedere riguardo la vicenda dell’incompiuta Palermo-Agrigento dop che, la Cmc colosso delle cooperative edilizie dell’Emilia Romagna, in grave crisi di liquidità, ha messo in ferie gli operai che lavorano per l’ammodernamento della strada statale SS 121.
 
Ci spieghi ministro, entro “subito”, al massimo ora. Altrimenti si dimetta. Così può sicuramente recuperare credibilità. Forse.
 
329.3526266

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