"Abruzzo che spettacolo": lo spot di 220mila euro che promuove l'Abruzzo...in Abruzzo

Con un finanziamento del Consiglio regionale il Co.Re.Com Abruzzo ha dato il via il 6 luglio alla campagna promozionale del “made in Abruzzo” su Tv, radio e web. Ma in Abruzzo.

“Si tratta – come spiegano dal Comitato regionale per le comunicazioni – di una serie di 4 spot, oltre a una serie di banner pubblicitari, destinati agli abruzzesi ma soprattutto a tutti coloro che verranno nella nostra regione in questi mesi.” Dunque, una promozione che avviene all’interno del recinto abruzzese. Il buon senso avrebbe fatto pensare a una promozione fuori dal territorio regionale veicolando l’immagine attraverso Tv e web (senza discriminare i blog) con un’attenta valutazione dei numeri delle piattaforme. E, invece, i 220mila euro andranno nella casse dei soliti noti, ovvero televisione, radio e siti d’informazione.

La campagna pubblicitaria istituzionale “si pone un duplice obiettivo  – sottolinea il Presidente Giuseppe La Ranaquello di sostenere le imprese produttive e le attività turistiche e commerciali d’Abruzzo, attraverso una campagna di comunicazione affidata agli organi di informazione locale, a loro volta sostenuti con un contributo”.

In sostanza le piattaforme locali diffonderanno gli spot previo pagamento della – diciamo così – ‘messa in onda’.

Un’idea un po’ bizzarra del fare promozione. Spot che mirano – evidentemente – a far conoscere l’Abruzzo agli abruzzesi. Scelta rivendicata con orgoglio da chi quegli spot li ha ideati: “nell’ideazione, produzione e regia di questa nuova campagna – spiegano Lucio e Mikael D’Alessandro, amministratori di DMG Comunicazioneabbiamo utilizzato un tone of voice moderno e alternativo. Con una chiave di lettura ironica ed emozionale. Il claim ‘Abruzzo che spettacolo’ ha una doppia chiave di lettura: da un lato mettere in risalto le unicità e i punti di forza della nostra bellissima Regione, dall’altro portarli al grande pubblico come in uno spettacolo. Anche nella ripresa e nel montaggio degli spot sono state utilizzate tecniche narrative cinematografiche e alcune innovazioni, con una declinazione dinamica e divertente, per favorirne la diffusione virale e far parlare della varietà di natura e paesaggio, dei prodotti artigianali tipici, dell’enogastronomia di alta qualità, dei beni artistici, storici e culturali”.

L’orgoglio del presidente del Consiglio regionale

Orgoglioso della scelta è chi lo spot lo ha finanziato: “È un altro importante tassello – dice il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che si aggiunge alle misure messe in campo dal Consiglio regionale per contrastare il difficile momento che stiamo attraversando. Per questo sono orgoglioso di quanto l’Assemblea legislativa abbia voluto fare per dare risposte concrete a tutte le attività produttive, alle realtà commerciali e agli organi di informazione che rappresentano senza dubbio elementi imprescindibili per la ripartenza economica e sociale della nostra regione”.

Appare evidente che lo stanziamento pubblico – ovvero soldi che pagano i cittadini – di 220 mila euro, aiutano solo alcuni settori e, in questo caso, attività editoriali classiche come radio e tv locali. Non sarebbe stato il caso di veicolare gli spot su canali (web e tv) nazionali per far conoscere l’Abruzzo a chi l’Abruzzo non lo conosce? In quel modo, forse, si sarebbero aiutate le attività commerciali (e non gli ‘amici’ di Tv, Radio e Web) portando più turisti in regione.

Un ragionamento a cui però il Consiglio regionale, il Corecom e gli ideatori degli spot evidentemente non hanno pensato. Meglio promuovere l’Abruzzo in Abruzzo.

D’altronde proprio il Corecom, nell’avviso pubblico, per “la manifestazione di interesse alla divulgazione della campagna di promozione istituzionale” scrive alla “Tipologia di beneficiari”:

“Operatori economici di comunicazione e informazione locale (TV, Radio, Giornali e Testate online) aventi che hanno sede operativa nella regione Abruzzo” 

Si può promuovere una regione ai corregionali usando fondi pubblici per le testate locali?

Di Antonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *