Abruzzo: ecco come il governatore D’Alfonso ha trovato i soldi per demolire l’Ex-Cofa

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Eravamo rimasti a D’Alfonso che stimolava l’impellenza della demolizione dell’ex-Cofa (l’ex area del mercato all’ingrosso) con tanto di sopralluogo scortato dai segugi dell’informazione. L’urgenza di demolire l’ex-Cofa era mirata a favorire l’espansione delle strutture immobiliari confinanti gestita dalla Pescara Porto (Giuliano Milia e Andrea e Luca Mammarella)? Probabile ma non certo.

Quello che è certo invece è che D’Alfonso, per portare a termine la sua opera, necessitava del superamento di 2 ostacoli:

  1. Bloccare il Tar (che già con due ricorsi aveva in passato bloccato il progetto di riqualificazione dell’area, denominato Waterfront . Il blocco del Tar trovava la sua ragion d’essere nel fatto che la riqualificazione era mirata alla costruzione di aree prive di interesse pubblico).
  2. Trovare il denaro per l’esosa demolizione

Qui cominciano i giochi di prestigio per superare questi due problemi.

 

Il Tar mette i bastoni fra le ruote?

Il decreto legge (non ancora definitivo) firmato qualche settimana fa dal Governo Renzi prevede che dal prossimo primo Ottobre vengano cancellate tutte le sedi periferiche dei tribunali amministrativi, tra cui anche il Tar di Pescara. (con il risultato che qualunque abitante pescarese dovrà presentare un ricorso dovrà arrivare fino a L’Aquila).

 

Non ci sono i soldi per la demolizione?

All’ordine del giorno della Giunta Regionale convocata ieri, Big Luciano ha messo al primo punto: “Annullamento dell’assegnazione dei fondi ex PAIN disposti dal precedente governo regionale”.

Cosa sono i fondi ex PAIN?

Sono risorse della programmazione europea recuperate dalla giunta Chiodi e messe a disposizione dei territori per opere di riqualificazione, messa insicurezza ed altro.

Nella scorsa legislatura, non solo scelsero di dividere la disponibilità di quasi 17 milioni di euro in quote paritarie per i 4 ambiti provinciali della Regione ma, addirittura, erano già stati contratti degli impegni con tanto di cifre stanziate.

Tanto per fare un esempio: per la provincia di Pescara (su cui venne stanziata una disponibilità di 1,5 milioni di euro) il denaro era già stato inserito nei preventivi di opere pubbliche come: completamento del piano anti-allagamenti, messa in sicurezza di scuole e strade, riqualificazione delle aree esterne della Stella Maris di Montesilvano ecc…

Lo stesso discorso vale per le altre province abruzzesi.

Invece D’Alfonso e la sua giunta (in linea con il suo motto di “Regione Facile”) ha cancellato tutto d’emblè, senza un confronto preventivo e senza chiamare a confronto i sindaci e il presidenti delle province.

Come ha reagito il Sindaco Alessandrini per il per il venir meno di quasi 3 milioni di euro destinati al Comune di Pescara? Tace

M. Minnucci

 

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