L'Abruzzo in zona rossa e Marsilio 'regala' 220mila euro al Napoli calcio

La Regione Abruzzo, nel giro di pochi giorni, passa da ‘zona gialla’ a ‘zona arancione’ per poi terminare la sua folle corsa in ‘zona rossa’. Una situazione che evidenzia la completa incapacità dell’esecutivo regionale nella gestione dell’emergenza Covid.

Covid, Abruzzo diventa zona rossa mentre Marsilio si vanta dell’operato

E la Regione a guida Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, proprio in piena emergenza pandemica (la seconda tra l’altro), si è dedicata ad affrontare altre problematiche e a regalare soldi ad altri comparti.

“Nell’ambito delle attività finalizzate alla ripresa post Covid delle attività produttive e turistiche sul territorio di competenza, la Giunta Regionale dell’Abruzzo stanzia un milione e 220mila euro annui per gli esercizi 2021-2025 al Napoli Calcio”.

Proprio così. La Giunta regionale d’Abruzzo ha approvato una variazione di bilancio per coprire finanziariamente la Convenzione firmata con il presidente Aurelio De Laurentiis. In cambio di questo esborso non indifferente per le casse regionali, il Napoli calcio si impegna a passare anche i prossimi ritiri, oltre a quello del 2020, nel complesso sportivo di Castel di Sangro. “Una grande possibilità per rilanciare il nostro turismo, un ritorno di immagine molto forte per la Regione”, spiega con entusiasmo Marsilio.

Le perplessità dei revisori dei conti

A sollevare più di un dubbio sull’opportunità della decisione politica, è stato il collegio dei revisori. Perplessità, evidentemente, superate. Il 5 novembre il Consiglio regionale approva la spesa nell’ambito del pacchetto urgente Covid. “Hanno utilizzato l’argomento dell’urgenza – sostiene il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci – per legittimare una Convenzione del valore di 14 milioni di euro: non vale solo per i prossimi quattro anni, ma per i prossimi undici”. I consiglieri del Movimento 5 Stelle inviano gli atti all’Anac e alla procura dell’Aquila. La capogruppo del M5S in Regione, Sara Marcozzi, pone due questioni. La prima tecnica: il Napoli è stato scelto senza alcun bando. La seconda tutta politica: “In piena emergenza Covid – ribadisce – con gli ospedali al collasso è incredibile che la Regione pensi al Napoli. Sottraendo quel denaro a chi ne aveva bisogno”.

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Il capitolo di spesa da cui la Regione ha attinto i fondi sono quelli infatti riservati alle imprese locali. “Hanno tagliato i fondi al microcredito per darli al Napoli”, dice il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro.

A Repubblica, il governatore Marsilio la spiega così: “Si trattava di fondi nella libera disponibilità della Regione, che arrivano dal rientro di prestiti fatti nell’ambito della programmazione Fas 2007-2013. Gli attacchi politici sono strumentali”.

Perché quei soldi non sono stati utilizzati per la Sanità?

Marsilio sa benissimo che gli indicatori del Comitato scientifico e del ministero della Salute utili a dichiarare le zone sono, fondamentalmente, racchiusi in tre gruppi.

Il DM 30 aprile 2020 elenca i 21 indicatori (di cui 5 opzionali a discrezione delle regioni), le relative soglie critiche, i valori di allerta e le fonti dati da cui si ricava il rischio epidemico di una regione.

Indicatori, come dicevamo, divisi in 3 gruppi:

  1. La “capacità di monitoraggio”, cioè la qualità dei dati e dei sistemi di sorveglianza (sei indicatori numerati da 1.1 a 1.6);
  2. La “capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione”, cioè l’abilità del sistema di testare tempestivamente i casi sospetti (da 2.1 a 2.3) e di garantire risorse adeguate per il contact-tracing, isolamento e quarantena (da 2.4 a 2.6);
  3. La “trasmissibilità dei contagi e la tenuta dei servizi sanitari”, cioè quanto rapidamente si diffondono i contagi (da 3.1 a 3.7) e quanto i sistemi sanitari e assistenziali sono sovraccaricati (3.8 e 3.9).

Potevano quei 220mila euro messi sulla Sanità per aumentare la “capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione”? Si sarebbe potuto, forse, schivare il lockdown in una regione in cui le imprese attendono i fondi del Decreto agosto da agosto.

Di Antonio

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