Elisabetta Trenta parata militare

Elisabetta Trenta: la Procura militare apre un fascicolo

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Il Movimento 5 stelle attacca Elisabetta Trenta che non ha lasciato l’alloggio di servizio. Si tratta di un appartamento di 200 metri quadri in piazza San Giovanni datole quando era ministro della Difesa. 




Intanto la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato. Al momento si tratta di un’indagine conoscitiva per compiere i dovuti accertamenti sul caso.

Al momento la Trenta ribadisce che “nessuna legge è stata violata”.

E aggiunge di vivere nella casa con il marito e di pagare 540 euro di affitto. Una replica che non convince tanto che sul Blog delle stelle si legge: “Le spiegazioni di Elisabetta Trenta, a proposito dell’assegnazione dell’appartamento al marito, non sono sufficienti. I nostri valori sono incompatibili con l’intenzione di mantenere l’appartamento.




Ci sono soldati e militari che hanno davvero bisogno di un alloggio e non è il caso di Elisabetta Trenta e del marito”. “Questa situazione è inaccettabile anche per il lavoro che i nostri parlamentari e attivisti portano avanti da anni in tema di difesa. Non sono concessi sconti. Questa è una guerra a una mentalità molto radicata nel nostro Paese. O la trasformiamo noi, o non c’è nessuno che lo farà al posto nostro”.

La Trenta sui Social

“Leggo e vedo strumentalizzazioni di ogni nei miei confronti. Da ministro avrei potuto usufruire di un alloggio di rappresentanza (ASIR)” spiega la Trenta. Non l’ho chiesto. Ho deciso di usufruire di un alloggio di servizio, come qualsiasi altro militare. È tutto perfettamente regolare. Nessuna legge è stata violata e sono pronta a sporgere querela verso chi dice il contrario. Si vuole per forza colpirmi e, d’accordo, ci sono abituata, affronterò anche questa.”

Così l’ex ministro in un lungo post su Facebook in risposta alla giornalista del Corriere che ha scoperto il caso.

“Gentilissima dottoressa Sarzanini – aggiunge ancora la Trenta – con meraviglia ho letto l’articolo di questa mattina. Ciò che non mi spiego è perché una giornalista seria come lei, l’ho sempre rispettata, prima di scrivere non senta la fonte principale. Vorrei però capire dove sarebbe la mia colpa. E’ per caso mio marito la colpa? Perché si, come molti sanno, oltre ad essere io una militare ho anche un marito soldato. È questa la colpa? È una colpa essere sposata con un uomo che ha giurato al Paese come ho fatto io stessa? Se mio marito ha diritto a quell’alloggio dove sarebbe la questione di opportunità politica? O mi sarei dovuta separare da lui? per far felice chi? Oggi ci troviamo di fronte a una montatura mediatica senza precedenti, che ha dei precisi mandanti. Gli stessi che ieri hanno diffuso un documento interno alla nostra intelligence sul mio conto. Vi invito ad aprire gli occhi. La mia coscienza è a posto. Se qualcuno pensa di intimorirmi ha capito male. Quella casa è stata attribuita a mio marito con una procedura regolare. Posso andare a dormire sul divano, se qualcuno ci tiene, ma da che mondo e mondo due persone sposate vivono sotto lo stesso tetto. Anche se in passato una delle due ha avuto l’onore e, nella fattispecie, anche la “sfortuna” di fare il ministro.”

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