Emergenza Covid: coprifuoco nazionale alle 21

Per l’emergenza Covid le Regioni propongono il coprifuoco alle 21. Inoltre si va verso la possibilità della chiusura dei centri commerciali nel fine settimana e una stretta alla circolazione fra le Regioni.

Poi c’è il tema della scuole in didattica a distanza fin dalla seconda media e musei chiusi. Questa volta pare che le Regioni non vogliono farsi trovare impreparate. Il sentimento, però, è che ognuno giochi allo scaricabarile: il Governo sulle Regioni e viceversa. Nel mezzo la libertà dei cittadini.

La stretta si tradurrà con un nuovo Dpcm che il premier Giuseppe Conte illustrerà oggi alle Camere. Dpcm che dovrebbe valere fino al 4 di dicembre.

Nel dettaglio, sul coprifuoco nazionale alle 21 ci sarebbe l’accordo dei capidelegazione di maggioranza. Notizia confermata anche a Skytg24 dalla sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi (Pd).

La complessità delle decisioni potrebbe far slittare il varo del decreto a domani.

Lo scontro più acceso per l’emergenza Covid è quello con i governatori, che chiedono di varare uno schema valido a livello nazionale, mentre il governo preferirebbe chiusure differenziate in base alla situazione del contagio.

Alla riunione in videoconferenza, convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, oltre ai governatori e al presidente dell’Anci Antonio Decaro, sono presenti il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e il direttore delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo.

L’idea dei lockdown programmati, a cadenza periodica, è stata ben accolta dal virologo dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco. Questi potrebbero aiutare il sistema a evitare il collasso: “Un andamento periodico ben venga, è un elemento da tenere in conto, modulandolo in modo rapido rispetto all’evoluzione della situazione”, ha dichiarato. Ad avanzare l’ipotesi di lockdown programmati una settimana al mese era stata Antonella Viola, ordinaria di immunologia all’Università di Padova. “Questa patologia sarà con noi a lungo – ha detto Pregliasco – e quindi sarà importante abbassare la quota dei casi” per “riuscire a recuperare il contact tracing e contenere i contagi“. Il lockdown selettivo per età, invece, per Pregliasco “non è la soluzione”, serve “un’attenzione generalizzata a ridurre il contagio”.

Di Antonio

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