Errori giudiziari: dal 1991 al 2019 lo Stato ha speso quasi un milione di euro in risarcimenti. Ma le toghe non pagano mai
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Nell’1 per cento dei casi l’errore giudiziario riguarda persone ingiustamente condannate, in tutti gli altri si tratta di persone che finiscono in carcere e sotto accusa da innocenti. La città italiana che ‘vanta’ il primato con il più alto numero di errori giudiziari accertati è Napoli.

Il report del Ministero

Stando all’ultimo rapporto del Ministero della Giustizia sull’applicazione delle misure cautelari e sulle riparazioni per ingiusta detenzione, nel 2019 sono stati indennizzati 1000 casi di errori giudiziari con una spesa di circa 27 milioni di euro. A Napoli si sono contati 129 casi in un anno, con indennizzi per oltre 3,2 milioni di euro. In media, più di 24mila euro ad errore. Soldi che non bastano a risarcire veri e propri drammi umani, causati da indagini sbagliate.

Le città sul podio

Nel 2018 i casi a Napoli erano stati 113 e il confronto con il 2019 segna un trend purtroppo in aumento. Dopo Napoli, nella classifica nazionale, arriva Reggio Calabria con 120 casi e indennizzi per oltre 9 milioni di euro. Questi dati hanno permesso di avviare in Senato la discussione per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari, con la relazione del senatore Dal Mas. Il caso di Enzo Tortora è il più celebre, ma ogni anno nei Tribunali italiani la giustizia commette errori che generano drammi, che a loro volta mietono vittime.  

Chi è il responsabile dell’errore giudiziario? Una legge del 2006 ha individuato gli illeciti disciplinari in cui i magistrati possono incorrere sia nell’esercizio delle funzioni che fuori da esse.

Ma basta leggere i numeri dell’ultimo report dell’Ispettorato del Ministero della Giustizia per avere un’idea delle proporzioni. A fronte di migliaia di errori giudiziari, nel 2019 sono state promosse in Italia 24 azioni disciplinari nei confronti di magistrati. Tra queste due si sono concluse con un non doversi procedere e 22 sono ancora in corso. Dal 2017 sono state 53 in tutto le azioni disciplinari e solo 4 hanno portato alla censura, in 7 casi c’è stata assoluzione e 31 sono ancora in corso.

Innocenti in manette

Dal 1991 al 31 dicembre 2019 i casi totali sono stati 28.893. In media, poco più di 996 l’anno. “Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 823.691.326,45 euro, per una media di circa 28 milioni e 400 mila euro l’anno” spiega errorigiudiziari.com.

Sono coloro che sono finiti in custodia cautelare da innocenti a rappresentare la maggioranza. Dal 1992 al 31 dicembre 2019, si sono registrati 28.702 casi: in media, 1025 innocenti in custodia cautelare ogni anno. Il tutto per una spesa che supera i 757 milioni di euro in indennizzi, per una media di poco superiore ai 27 milioni di euro l’anno.

 Nel 2019 i casi di ingiusta detenzione sono stati 1000, per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione pari a 44.894.510,30 euro. Rispetto all’anno precedente, sono in deciso aumento il numero di casi (+105) e soprattutto la spesa (+33%).

Gli errori giudiziari

La contabilità degli errori giudiziari parte in Italia dal 1991 e arriva anch’essa fino al 31 dicembre 2019: il totale è di 191, con una media superiore a 6 l’anno. La spesa in risarcimenti è di 65.878.424,57 euro (pari a una media di poco superiore ai 2 milioni 271 mila euro l’anno).

Quanto invece al 2019, da gennaio a dicembre gli errori giudiziari sono stati in tutto 20: +2 rispetto all’anno precedente, a conferma di una tendenza in continuo aumento negli ultimi quattro anni.  

L’unica parziale buona notizia, se non altro per le casse dello Stato, riguarda la spesa in risarcimenti: nel 2019 è stata di 3.798.586,90 euro, quasi quattro volte in meno di quanto versato alle vittime nel 2018.  

Di admin

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