Magistrati: politica e giustizia

Giustizia e politica: quelli che…passano le veline della procura ai giornali

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Giustizia e politica sono sempre al centro della discussione italiana. Come ha fatto notare giustamente Piero Sansonetti su Il Riformista, in questi giorni tutti i giornali hanno titolato sulle perquisizioni ordinate dalla Procura di Firenze contro la fondazione “Open” e contro Matteo Renzi.

Articoli tutti uguali, con la stessa narrazione e, soprattutto, con gli stessi avverbi, congiunzioni e gerundi. Insomma, tutti provenienti da un’unica fonte e non è difficile capire da quale.

Ma in questo bailamme mediatico sfugge un particolare che riguarda proprio l’editore de Il Riformista, ovvero Alfredo Romeo.

“Non ho ricevuto nessuna perquisizione” dice Romeo al suo direttore. E come mai, dunque, tutti i giornali (tranne Zone d’Ombra Tv) hanno dato la notizia della perquisizione a Romeo? Vuoi vedere che la Procura di Firenze ha dato una notizia falsa ai giornali? E perché i giornali l’hanno pubblicata senza verificarla?

“Però c’è una seconda ipotesi – spiega Sansonetti – ed è molto inquietante: che la notizia non fosse falsa. E cioè che la Procura avesse ordinato anche la perquisizione a Romeo, ma poi per qualche ragione abbia rinunciato e si sia scordata di avvertire i giornalisti. Oppure che non abbia rinunciato e la perquisizione sia stata rinviata. In tutti e due casi sarebbe avvenuta una cosa gravissima: la Procura avrebbe permesso una fuga di notizie gravissima, commettendo un reato molto serio. Tipo quello per il quale – pur se non ci sono mai state prove di colpevolezza – Totò Cuffaro scontò quasi cinque anni di prigione.”  

Le conseguenze? La fine dei finanziamenti ai partiti

È evidente che oltre alla destabilizzazione del panorama politico, e dunque dell’affossamento di Renzi, c’è anche la volontà di affossare il finanziamento privato ai partiti. Chi vorrà versare più un euro sapendo di poter finire nelle mani di qualche magistrato? Senza soldi pubblici e privati chi farà politica? 

Alla fine il Csm invece ha votato a maggioranza una mozione nella quale richiama il comportamento dei politici che attaccano i magistrati. Ma non è il Consiglio superiore della magistratura l’organo che dovrebbe vigilare sul funzionamento dei giudici che fanno uscire notizie dai tribunali? 

E non dovrebbe essere il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a dover tracciare una linea netta tra politica e magistratura?

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