L’Imam Izzeddin Elzir: “Non è una guerra santa. È una guerra economica e sociale”

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Anche Izzeddin Elzir, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, ne è convinto: ciò che sta accadendo non ha nulla a che vedere con la religione.

Dunque anche l’imam è d’accordo con Hedia Lammari della comunità tunisina in Italia e che ieri abbiamo intervistato. “Questi non hanno nulla a che fare con la religione – ci ha detto Lammari – . Loro vogliono il controllo politico di tutto il mondo ma, soprattutto, ne vogliono il controllo economico”.

Oggi Elzir, intervistato da Klaus Davi, rincara la dose sulle stragi tunisina e francese:“Questi sono assassini, criminali da cui tutti dobbiamo prendere le distanze. Non dobbiamo vivere nella paura e dobbiamo stare tutti insieme”. Insomma bisogna stare attenti a non fare il loro gioco:“Si rischia in Libia come in Iraq. Ma, come abbiamo visto, si rischia ovunque, tutti possiamo essere vittime di questi delinquenti. Un criminale lo possiamo trovare ovunque”.

La volontà finale dei terroristi per Elzir è chiara:“interrompere il turismo e affamare quelle popolazioni che vivono di questo. La volontà è di isolare questi cittadini”. Quindi l’appello rivolto a tutti, specie agli italiani:”Tra musulmani e italiani deve esserci solidarietà per combattere contro questi assassini. Dobbiamo aiutare il processo democratico di alcuni Paesi come la Libia. Altrimenti non se ne esce”.

Fu proprio Izzeddin Elzir a lanciare un appello agli italiani invitandoli a sposare mussulmani perché, disse, “per loro la famiglia è al primo posto”. Parola d’ordine, quindi, integrazione.

Elzir, confermando quanto riferito ieri da Lammari a Zone d’ombra, disse, in occasione della strage di Charlie Hebdo che:il mondo vive una guerra. Non come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi però. Una guerra terroristica, economica e sociale. Non una guerra tra due mondi. E non una guerra santa: non esistono guerre sante, le guerre sono solo sporche. Quelli che ce lo vogliono far credere fanno lo stesso gioco di quei terroristi”. E poi:Un estremista non può assolutamente frequentare una moschea perché i fedeli non lo permetterebbero. Le moschee sono luoghi di sicurezza in cui si discute, si parla, si prega. Ed è nostro dovere fermare presunti o potenziali estremisti”. 

E sui terroristi che uccisero i vignettisti di Charlie Hebdo al grido di:“Allah Akbar, Allah Akbar” rispose:“Mi fa venire i brividi. Niente di più assurdo. Allah dice nel Corano che chi uccide una vita è come se avesse ucciso tutta l’umanità. Loro sono l’anti-Islam.

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