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Le manovre dell’ex vicecapo di gabinetto di Veltroni per far arrivare in città migliaia di profughi.

Il business dell’immigrazione a detta di Massimo Carminati avrebbe reso molto meno rispetto a quello dell’immigrazione. E se lo ha detto lui che era il capo di ‘Mafia Capitale’ probabilmente c’è da credergli. Anche perché lo stesso Salvatore Buzzi ha ammesso che la “politica è ‘na cosa, gli affari sò affari”.

Quel Buzzi che in passato è stato condannato per omicidio a trent’anni nel carcere di Rebibbia e da cui esce con una laurea in Lettere Moderne. Quindi l’idea della cooperativa Rebibbia 29 giugno grazie alla quale comincia a percorrere una strada verso una nuova vita. Il percorso del ‘figliol prodigo’ ben presto si arena e, dopo un periodo di militanza negli ambienti dell’estrema destra romana, Buzzi incontra Carminati con cui costituisce la ‘fabbrica mafiosa’.

Partono, quindi, le intimidazioni, le minacce finalizzate all’accaparramento di denaro che porteranno nella casse della sua cooperativa 60milioni di euro. Tanti, troppi soldi. Ma per lui le cose sono così:”gli affari so’ affari” e mette ai tavoli di discussione personaggi di destra e di sinistra. L’ordine dato da Carminati a Buzzi era quello di “battere con la minigonna” per aggraziarsi anche la giunta Marino. Senza riuscirci nonostante la stretta amicizia con Luca Odevaine, ex vicecapo di gabinetto di Veltroni.

È il signore delle coop Buzzi e, in una intercettazione, se ne vanta pure. Per la procura di Roma Odevaine è “un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati”.

 

SALVATORE BUZZI NELL’INTERCETTAZIONE AMBIENTALE

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Il sistema Odevaine per gli inquirenti è un meccanismo ben rodato che è entrato a gamba tesa nella gestione dell’emergenza immigrati per un fine esclusivamente corruttivo. Ciò ha permesso l’alterazione di tutti i processi decisionali pubblici.

Odevaine ha il grande potere di sedere al Tavolo di coordinamento nazionale insediato al ministero dell’Interno pur ricoprendo il ruolo da esperto del presidente del Cda del Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza. E in una intercettazione Odevaine si vanta di “orientare i flussi che arrivano da… da giù… anche perché spesso passano per Mineo… e poi… vengono smistati in giro per l’Italia… se loro c’hanno strutture che possono essere adibite a centri per l’accoglienza da attivare subito in emergenza… senza gara… le strutture disponibili vengono occupate… e io insomma gli faccio avere parecchio lavoro…”.

Poco importa se siriani, libici e tunisini vengono stipati a Tor Sapienza. L’importante è fare soldi.

 “I posti al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che si destinano ai comuni in giro per l’Italia fanno riferimento a una tabella tanti abitanti tanti posti Sprar… per quella  norma a Roma toccherebbero 250 posti… che è un assurdo… pochissimo per Roma, no?… allora… una mia… un mio intervento al ministero ha fatto in modo che… lo Sprar a Roma… fosse portato a 2.500 per cui si sono presentati per 2.500 posti… di cui loro… secondo me ce n’hanno almeno un migliaio” chiarisce Odvaine in una intercettazione. 

ZdO

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