Marco Marsilio sulla vicenda delle intercettazioni: "nessun favore, ho preteso trasparenza"

Il governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in un lungo post su Facebook, ricostruisce la vicenda che lo ha reso protagonista di un presunto favore ottenuto da un ex comandante dei vigili di Roma.

“Da questa mattina – scrive Marsilio – si annuncia che durante la trasmissione Report dedicata al ‘malaffare che si nasconde nel Corpo di Polizia Municipale’ di Roma Capitale, emergerà il mio nome citato nel corso di una telefonata intercettata tra Comandanti del Corpo stesso”. Poi, aggiunge ancora il governatore abruzzese, “la notizia rimbalza sui siti e sui social, assume subito i contorni del politico intrallazzone che chiede (e ottiene) ‘favori’ e ‘aiuto’. Poi viene pubblicato l’audio, che almeno mi permette di capire e togliermi la curiosità di quali ‘favori’ avessi mai chiesto. Ascoltato l’audio, non posso che rimanere basito”.

Marco Marsilio e il favore chiesto all’ex comandante dei Vigili di Roma, arrestato per corruzione

“Si parla di una vicenda del settembre 2011: nove anni fa. Di una telefonata che l’allora Comandante in capo effettua verso il comandante del I Gruppo, nella quale Giuliani chiede a Napoli di fornirgli una relazione che l’ispettorato edilizio della PM e l’ufficio tecnico del Municipio avevano effettuato mesi prima su un fabbricato in via del Vantaggio sottoposto a lavori di ristrutturazione. Ho faticato non poco a ricostruire l’episodio, e tuttora ammetto di non ricordare con precisione tutti i contorni di una vicenda così lontana nel tempo e così marginale“.

Dunque, Marsilio ammette di non ricordare.

Il comandante generale dei vigili urbani di Roma, Stefano Napoli, è l’allievo del controverso comandante Antonio Giuliani. Non solo. È anche l’uomo che lo aiuta a risolvere le situazioni più imbarazzanti. Come i favori a politici di ogni sorta. Tra questi spunta anche l’allora onorevole Marco Marsilio, attuale presidente della Regione Abruzzo.

Marsilio spiega che:

A via del Vantaggio vi è un fabbricato di proprietà della Comunità ebraica, utilizzato per scopi sociali, da molto tempo in degrado e sostanziale disuso. Sin dal 2005 è oggetto di un Accordo di Programma con il sindaco Veltroni per la sua riqualificazione;

Il locatore dell’immobile nel corso del 2011 conduce i lavori di ristrutturazione, a causa dei quali il Comune riceve diverse segnalazioni ed esposti, che portano all’apertura di un’inchiesta per abusi edilizi, in particolare nella cantina trasformata in spa (da quel che mi consta, finita pressoché nel nulla, essendo l’albergo tuttora aperto);

Anche il sottoscritto riceve da un residente del posto la richiesta di ‘vederci chiaro’ per opere che riteneva irregolari. Mi rivolgo quindi alla Polizia Municipale per avere documentazione utile a capire se la segnalazione è meritevole o no di attenzione;

Questo ‘accesso agli atti’ va a rilento. Sollecito più volte il Comandante che, evidentemente in imbarazzo per il ritardo e la scarsa trasparenza degli uffici nel fornire quanto richiesto, chiama il comandante del I Gruppo, Napoli, per ottenere una risposta. Non sapendo più cosa dire alle insistenti richieste del sottoscritto tese a ottenere documenti chiusi in un cassetto per motivi poco chiari.

La versione di Marsilio apre uno squarcio all’interno del “sistema Roma” e della Polizia municipale.

Non ho fatto altro che esercitare il mio diritto/dovere di accedere agli atti, pretendere trasparenza e informazioni su una procedura pubblica sospetta di irregolarità… e finisco nel calderone come se stessi abusando della mia funzione, secondo l’autore del servizio chiedendo e ottenendo favori per ‘accelerare pratiche’ di mio interesse… sono francamente molto disgustato da questa tecnica scandalistica, che lasciando sospesa a mezz’aria un’illazione e un accostamento obliquo, serve a dare il condimento giusto a un’inchiesta che – almeno sul mio nome – non ha nulla da dire. E che se fosse dotata di onestà intellettuale, dovrebbe semplicemente registrare il fatto che un rappresentante del popolo chiede a chi di dovere di fornire documenti e informazioni in possesso dei suoi uffici, al fine di esercitare funzioni di controllo e di sindacato ispettivo che rientrano nelle sue prerogative. Senza opacità, con il massimo della trasparenza.

Di Antonio

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