Palombaro (Ch): storia di un paese isolato per 4 anni per colpa di una Provincia incompetente

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Alla fine la piccola comunità abruzzese festeggia la riapertura dell’unica strada di collegamento con il paese. Una vicenda durata oltre quattro anni con un braccio di ferro tra il Comune e la Provincie di Chieti.

“Dopo circa quattro anni e una moltitudine di richieste, istanze, solleciti, incontri e, soprattutto, scontri abbiamo ottenuto la riapertura ufficiale, da questa mattina, della strada di Castellarso, previa esecuzione dei lavori di ripristino!”. Così il sindaco di Palombaro annuncia a mezzo Social la notizia che le mille anime attendevano da tempo.

La vicenda

La principale strada di collegamento per Palombaro è rimasta bloccata a causa di una frana. Una provinciale, come spiegammo all’epoca, che collega il paese ad altri due centri importanti: Fara San Martino e Casoli. E proprio il collegamento con quest’ultimo centro è di vitale importanza visto che è il punto più vicino di Pronto soccorso. Tra l’altro, è un’arteria di fondamentale importanza dal punto di vista commerciale visto che, a pochi chilometri, insiste la struttura del colosso industriale della pasta: De Cecco.

Dunque, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo e Protezione civile, per quattro anni non hanno battuto colpo.

L’unica mossa, risibile, che ci fu all’epoca da parte dell’amministrazione provinciale fu quella promossa dal presidente di Provincia, Mario Pupillo, il quale invitò gli amministratori alla mobilitazione per “mostrare al nostro territorio l’impatto reale che la mancanza di risorse sta avendo sulle nostre comunità e mostrare con chiarezza e concretamente quanto i tagli sconsiderati e irragionevoli imposti dal Governo al comparto delle province stanno mettendo a rischio non solo la sicurezza dei cittadini ma anche lo sviluppo economico locale.”

Peccato che solo dopo due anni dalla frana la Provincia di Chieti abbia mandato a fare un sopralluogo l’assessore con delega ai lavori pubblici, Arturo Scopino. Quando si dice la vicinanza al territorio. Una vicenda che, comunque, si sarebbe potuta risolvere in pochissimo tempo visto che intralciare il traffico sono stati sassi facilmente rimovibili.

 Gli esposti 

Già nel 2017 la Provincia presentò esposti cautelativi alla Procura della Repubblica, alla Prefettura e alla sezione regionale della Corte dei Conti. Motivo? Siccome il governo operò all’epoca forti prelievi sulle entrate provinciali, l’ente non fu messo in condizione di “assicurare una corretta manutenzione ordinaria dei circa 1.800 km di strade e dei circa 244.000 mq di superficie scolastica presenti sul territorio provinciale”. Tradotto: se qualcuno muore in un incidente o se un bimbo muore mentre è a lezione a scuola, la Provincia non ne vuol sapere nulla. “Non abbiamo più alternative” dicevano. L’anno scorso il governo stanziò, come raccontammo in un altro articolo, 200mila euro per la Provincia di Chieti. Mario Pupillo, presidente della Provincia di Chieti, ne chiese altri 400mila. Non solo. I presidenti batterono cassa anche in Regione chiedendo altri 28milioni di euro. A maggio 2017 mi recai a Palombaro e documentai, insieme al consigliere Danilo Cavaliere, nel frattempo scomparso per una tragica fatalità, la realtà di quei giorni.

“Oggi, dopo l’ennesima diffida, e minaccia di azione legale, la Provincia finalmente ha disposto gli interventi da noi richiesti: riapertura della strada di “Castellarso” e sistemazione frana. È proprio vero che se non alzi la voce……..” spiegò il sindaco di Palombaro, Consuelo Di Martino.

In effetti la Provincia di Chieti si sveglia il 22 novembre 2018 spiegando che in riferimento all’ultima diffida del 12 novembre 2018 “ha disposto l’esecuzione di due interventi ricadenti nel territorio di Palombaro: sistemazione frana S.P. 214 di Val di Foro e Bocca di Valle e un intervento di riduzione rischio idrogeologico tratto Castellarso in Palombaro”. Totale costi: 105mila euro.

La fine dell’incubo

Con una lettera inviata in data 30 ottobre al Prefetto, ai sindaci di Palombaro e Fara San Martino, alla Questura, alla Polizia, ai Carabinieri e alla Regione, la Provincia annuncia il lieto evento: “Riapertura al traffico veicolare della Strada provinciale numero 99 ‘Castellarso’ nel comune di Palombaro con istituzione del limite di velocità di 50 km/h e senso unico alternato” nel breve tratto in corrispondenza della frana.

In sostanza l’ente provinciale, ammette le proprie colpe e riporta nell’ordinanza 604 che “sul suddetto tratto stradale sono presenti ulteriori tratti con fondo dissestato” oltre a barriere laterali assenti, inidonee o danneggiate.” Non solo: “non è presente la segnaletica orizzontale” e in alcuni punti “sono presenti ulteriori cedimenti che hanno interessato parzialmente la sede stradale e non consentono la circolazione stradale in entrambi i seni di marcia”. Ciononostante la strada viene riaperta.

Cosa vuol dire? Vuol dire che, ancora una volta, la Provincia si lava le mani e, nel caso dovesse succedere qualcosa, l’ente se ne tira fuori visto che, sul documento a firma del dirigente Nicola Pasquini, si precisa che “l’esecuzione e la vigilanza del presente provvedimento sono di competenza degli Organo di Polizia”.

Ridicoli all’inverosimile ma, per una volta, con una buona azione portata a buon fine.  

 

di Antonio Del Furbo

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