Quello che rimane del Movimento 5 stelle. Nulla.

L’ultima ad abbandonare il Movimento 5 stelle è stata la deputata eletta all’estero, Elisa Siragusa. La parlamentare è finita nel mirino per aver votato No al referendum sul taglio dei parlamentari.

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“Abbiamo svenduto, ogni giorno di più, un pezzo della nostra anima”, il commento con cui si è congedata la fuoriuscita numero 52 dalla rappresentanza parlamentare dei 5 Stelle. Una frana che non ha precedenti nella storia recente delle istituzioni repubblicane.

Transumanza dal Movimento 5 stelle è iniziata già prima delle Politiche, con la sospensione di sette candidati non in regola con i versamenti. Il primo a salutare il Movimento è stato il deputato Andrea Mura, che dichiarò di poter svolgere il suo mandato anche da una barca. E fu espulso. I gruppi hanno retto per il primo anno, poi il disastro. Nel solo 2020 ci sono state 21 defezioni alla Camera e nove al Senato. Negli ultimi trenta giorni a Palazzo Madama sono andati via Marinella Pacifico, Tiziana Drago e Giovanni Marillotti.

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I senatori Stefano Lucidi, Ugo Grassi e Francesco Urraro sono finiti nella Lega. Paola Nugnes è transitata in Leu mentre il deputato Davide Galantino ha scelto Fratelli d’Italia. Matteo Dell’Osso è entrato alla corte di Berlusconi. Il siciliano Santi Cappellani è l’unico ad avere lasciato i grillini per approdare nel Pd.

Poi ci sono i nomi di rilievo che hanno abbandonato il M5s. Come, ad esempio, il comandante Gregorio De Falco, il giornalista Gianluigi Paragone, la collaboratrice di giustizia Piera Aiello.

Trasformandosi da Movimento a partito, i 5S hanno lamentato un consistente numero di perdite. E altre potrebbero giungere a breve, visti i malumori e i propositi di desistenza. Per non parlare della situazione di coloro che stanno sospesi, come i deputati Andrea Colletti e Maria Lapia che sono stati sospesi per due mesi per le posizioni espresse a favore del No al referendum.

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La scissione non c’è, ma un sesto degli eletti ha già cambiato aria. Con problemi di tenuta della maggioranza, soprattutto al Senato.

Di Antonio

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