Radionews24 e Radioregione: i collaboratori che attendono migliaia di euro di arretrati

Lo slogan è, dicono, quello di “Portare in radio la propria esperienza”. Una struttura di coordinamento che ha base a Roma e che coordina decine di speaker e redattori sparsi un po’ in tutta Italia in smartworking.

All’inizio il progetto si chiamava Radionews24 per poi trasformarsi – in seguito ai servizi di Striscia e Mi manda Raitre – in “RadioRegione”.

Siamo al 2 aprile di quest’anno. Diversi professionisti contattano la trasmissione per lamentarsi del comportamento poco corretto della radio. L’emittente che propone alle persone un’intervista gratuita, salvo poi cercare di vendere la registrazione. “Mi hanno contattata tramite il profilo Instagram dicendomi di aver trovato molto interessante il mio profilo e mi propongono un’intervista radiofonica completamente gratuita” racconta una donna. E le segnalazioni sono tante. Insomma, il metodo Radionews 24 è semplice: i redattori setacciano il web alla ricerca di professionisti da convincere a fare un’intervista per poi proporre l’acquisto del video. Trovato il contatto interessante, il redattore acquisisce i dati della persona da intervistare e li inserisce in una banca dati. A quel punto – in base a una programmazione interna – l’ospite viene contattato nuovamente per fissare una data per l’intervista che avverrà con un software di registrazione.

Otto mesi a lavoro per Radionews24 e Radio Regione

Zone d’Ombra è in grado di riferire in maniera dettagliata l’organizzazione della struttura. Da novembre 2020 a giugno 2021 abbiamo seguito da vicino i passi della struttura.

Decine di speaker sparsi un po’ in tutt’Italia, in modalità smartworking, producono per la radio migliaia di interviste da 8 minuti circa cadauno. Dunque, per fare due conti, vuol dire che su una media di 100 collaboratori la radio incassa, in un solo mese, circa 30mila interviste. Per ogni intervista fatta – mediamente 10/12 al giorno – lo speaker porta a casa 2.50 euro. Lordi. I video, pronti per essere messi in onda, vengono proposti agli intervistati anche con una formula a pagamento: chi desidera avere il video per diffonderlo sui Social deve pagare un prezzo che oscilla tra 70 e i 290 euro. E il punto interessante è proprio questo: in tanti hanno lamentano la poca trasparenza nella gestione dei contatti da intervistare.

La voce dei “Truffati”

Leila racconta: “Fatto l’intervista, pagato per avere il video e dopo 1 anno e svariate mail non ho mai ricevuto nulla!
Non perdo tempo a fargli causa solo perché se quello che gli serve per andare avanti sono i miei 80 euro… bhè… con i poveretti è giusto fare beneficenza!!”

Marco: “Si tratta di un servizio di vanity press. La finalità reale è quella di venderti il montaggio dell’intervista che hanno realizzato. Ben confezionato, sembra una vera tv. Essendo stato intervistato varie volte da tv (on line e non) nazionali o locali, non mi era venuto in mente che questa cosa potesse esistere. Dopo continuano a scriverti e mandarti WhatsApp per rimandare la messa in onda. Ho scritto per avere la rimozione dei miei dati personali, ma ovviamente la form di contatto è taroccata e dà errori temporanei … sempre. Ho bannato la loro mail e il loro numero di cellulare, se continuano mi rivolgo al Garante delle Privacy”.

Marisa: “Non ho capito dove va in onda questa intervista, chi mai la ascolterà, inoltre mi tormentate di email, vi pregherei di cancellare la mia email, intervista praticamente inutile per la mia attività, solo per vostro interesse”.

Francesco: “Videoclip realizzato pagato e mai mandato.. poi non rispondono mai al telefono.. incredibile che ci sia gente che per rubare 80 euro preferisce rimetterci di dignità.. mah sono senza parole”.

La testimonianza dei lavoratori della radio

“Ho lavorato per questi truffatori da filmetto per qualche mese a inizio 2021. Ho abbandonato la zattera appena ho realizzato, o ho avuto la forza di realizzare, in un periodo di magra, che si trattava di una vera e propria truffa ai danni degli intervistati e degli intervistatori. I pagamenti arrivano a pezzetti, quando capita, senza alcuna specifica relativa alle ore di volta in volta pagate. Le 4 ore di lavoro sono in realtà molte di più, tra il tempo speso per ‘intervistare’ e quello speso per caricare i file tramite un uploader che funziona un giorno sì e l’altro no. Ancora oggi a volte ricevo le chiamate delle persone che hanno pagato il video senza mai riceverlo. Seppure anonimamente, a queste persone chiedo scusa”.

A chi riceve l’invito per un’intervista consiglio di staccare la chiamata e bloccare il numero, a chi lavora con queste persone chiedo di farsi pagare tutto il dovuto e lasciarli nel loro magma truffaldino.


È stato ed è ancora per molti un periodo difficile ed è sempre una scelta complessa lasciare un lavoro che, con tutto questo carico di schifo, permette almeno di riuscire a intascare qualche spicciolo (comunque sproporzionato rispetto alla mole di lavoro e allo stress, anche fisico, accumulato).

Ma questo in ogni caso non è lavoro, è una truffa trasversale ai danni di tutti, tramite cui qualche spregiudicato truffatore si arricchisce, credendosi chissà quale geniale imprenditore. Dopo tanti mesi posso dirlo: Radio news 24, ora a quanto pare Radio Regione, è una truffa e quando sparirà dai portali per la ricerca di lavoro sarà in ogni caso troppo tardi. Auguro agli inventori di questa panzana di trovarsi un lavoro vero e a tutti quelli che sono ancora sotto le loro dipendenze (mascherate da ‘consulenze di liberi professionisti’) di poterli mandare a quel paese il prima possibile. Saluti, un vecchio ‘ope'”.

Il format informativo e la struttura aziendale

Una particolare attenzione va rivolta anche alla struttura societaria. La società è gestita da vari personaggi che non compaiono da nessuna parte: vi sono varie Srls intestate a prestanomi all’interno di tutto il sistema Radio News 24/Live Social/Onair/Radio Regione. Da quando Striscia e Mi manda Raitre ne hanno parlato hanno cercato subito di correre ai ripari e far sparire il nome Radio News 24 insieme alla parola “intervista”(dato che per definizione un’intervista deve essere sempre gratuita e l’onerosità lo impedisce), da sostituire con la parola “intervento”. In una circolare (non scritta) i collaboratori venivano informati del fatto che era in opera un’ampliamento della radio e l’acquisizione di altri spazi su altre radio regionali. Obiettivi puntualmente disattesi.

La “società” collabora con emittenti quali Radio Punto Zero, Radio Veronica One, Radio Canale Italia e Radio Italia 5: a queste emittenti viene pagata una quota per trasmettere i format “Live Social” e “Onair”. I format vanno in onda dalle 24:00 alle 4:00 ma agli intervistati non vengono informati. A Roma, la radio di riferimento, è Radio Roma Capitale.

Il lavoro

Abbiamo parlato delle paghe degli speaker che, tra l’altro, mettono la faccia per l’azienda. Il modello è semplice: turnover continuo per massimizzare i guadagni e ridurre al minimo le spese. Tant’è che, ancora oggi, ci sono collaboratori (ormai ex) in attesa del pagamento delle fatture di maggio 2021 mentre la radio continua a diffondere messaggi per la ricerca di altri collaboratori sulle piattaforme di reclutamento.

I redattori

La “società” si struttura con formatori e collaboratori di redazione. I formatori (tutti a p.iva) devono obbligatoriamente svolgere un lavoro di tipo subordinato, nonostante la lettera d’incarico parli esplicitamente di consulenza professionale da svolgere in piena autonomia. Essi sono obbligati a: chiamare i candidati che inviano un CV, spiegare il lavoro, portarli in formazione. La formazione si svolge tramite zoom, sono delle vere e proprie aule virtuali nelle quali si spiega ai candidati come lavorare. Poi, inizia la prova lavoro che consiste nel mettere in pratica le nozioni teoriche: i malcapitati devono (con il loro numero di telefono, visibile) chiamare imprese su tutto il territorio italiano ed invitarli per l’intervista. Viene garantito che la prova lavoro sarà retribuita.

Al termine della prova lavoro i formatori decideranno (in base alla produzione dei formandi) chi assumere e chi lasciare a casa.

Chi solleva polemiche viene immediatamente licenziato: l’azienda ha premura di non creare “focolai rivoluzionari” all’interno della loro struttura. Durante le inchieste di Striscia e Mi manda raitre i collaboratori sono stati invitati a scrivere recensioni positive in giro per il web, per cercare di offuscare l’effettiva realtà dei fatti.

La trasformazione in Radio Regione

Dunque, la struttura va in crisi e lascia i pagamenti indietro. A settembre, però, accade qualcosa. Nonostante la transizione lenta verso Radio Regione e l’abbandono del format Radio news 24, in una video call su zoom viene annunciato ai collaboratori una nuova ripartenza. A presenziare anche la figura all’apice della società: Emilio Giordani. Il professionista è produttore dei programmi di Radio News 24 che quando Striscia ha cercato di sentirlo in una delle inchieste non ha voluto rilasciare alcun commento, ma ha mandato una email nella quale smentiva tutto quanto rivelato dagli ex collaboratori. Riferì che la società proprietaria di Radio News 24, “Adn Italia spa, ha stipulato un contratto con ‘You social srls’, cui ha ceduto spazi radiofonici/televisivi e web per alcuni format, pertanto si dissocia da ogni condotta posta in essere dalla You social srls'”.

Su Zoom, dunque, si annuncia una nuova ripartenza. Ma i soldi non arrivano ancora. Nel frattempo l’azienda ha cercato di mettere in piedi due strategie: quella dei talk fino a 10 ospiti e quella del cosiddetto “progetto autonomo”. I collaboratori che hanno accettato il lavoro però hanno firmato il contratto con una società diversa dalla T.S.M. Srls. Società quest’ultima, che ha debiti per svariati milioni con ex collaboratori.

Continuate a seguirci per gli aggiornamenti. Se avete segnalazioni scriveteci.

Di Antonio

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