Renzigrill: la spy-story su cui vuole vederci chiaro il Copasir. Spunta la fedelissima del cardinale

Il Copasir, il comitato per la sicurezza della Repubblica, scende in campo. E lo fa per capire cosa è accaduto sulla vicenda del “Renzigrill”.

Una vicenda che vede vari protagonisti in campo. C’è un ex premier, Matteo Renzi, un agente segreto, Marco Mancini, entrambi spiati, fotografati e filmati da un’automobilista di passaggio. E poi c’è Report che ha mandato in onda il servizio. E dopo la polemica politica scende in campo il Copasir che vuole occuparsi proprio dell’incontro avvenuto alla vigilia di Natale nell’area di servizio di Fiano Romano, fra l’ex premier e il dirigente del Dis Marco Mancini. L’organismo parlamentare ha deciso di convocare in audizione la prossima settimana Gennaro Vecchione, il capo del Dipartimento, dunque il superiore di Mancini. Vecchione dovrà chiarire alcuni punti oscuri della vicenda raccontata da Report. Il primo: lo 007 ha mai fatto una relazione ai suoi capi su quella conversazione? Ha spiegato il perché e il contenuto dell’incontro?

Un altro punto importante da chiarire è di come sia stato possibile che le scorte di Renzi e Mancini non si siano accorte di una donna che, nella sua auto a pochi metri dai due interlocutori, stava riprendendo tutto. Quesiti che serviranno ad accertare, secondo i membri del Copasir, se i fatti oggetto dell’inchiesta giornalistica possano nascondere una falla o, peggio, un inquinamento del sistema di sicurezza del Paese. In fondo alla vicenda il sospetto fra quell’incontro e la battaglia che, in quella fase, il leader di Italia Viva stava conducendo perché Conte cedesse la delega ai Servizi.

La donna di fiducia dell’ex cardinale

La spy-story investe anche il ruolo di Cecilia Marogna, la donna di fiducia dell’ex cardinale Angelo Becciu, che poteva essere lo strumento per delegittimare, attraverso un’azione di dossieraggio, i vertici dei Servizi nominati da Conte, a vantaggio di Mancini che aspirava a un ruolo di primo piano. Anche su questo punto il comitato vuole vederci chiaro. Renzi ha motivato l’incontro con il desiderio, da parte di Mancini, di fargli omaggio di “Babbi” di cioccolata di cui il capo di Iv è ghiotto.

Il Copasir non esclude di convocare, in una successiva riunione, altri protagonisti.

Fra cui lo stesso Matteo Renzi. Che intanto alza il livello della controffensiva. Renzi si è chiesto dall’inizio come facesse Report ad avere quel video. E di cui peraltro è sembrato conoscere l’esistenza prima ancora che il giornalista gliene chiedesse conto. Italia Viva ha presentato un’interrogazione parlamentare su una fantomatica fattura da 45 mila euro pagati a una società lussemburghese per confezionare servizi contro Renzi. Ora l’ex presidente del Consiglio si rivolge alla Procura, con un esposto in cui chiede di acquisire le immagini delle telecamere dell’autogrill. Obiettivo: confutare la ricostruzione fatta dall’insegnante autrice del video, che ha raccontato che Renzi e Mancini, alla fine del faccia a faccia, avrebbero preso direzioni opposte dell’autostrada.

La deduzione è dovuta al fatto che la signora, dopo essere ripartita, si sarebbe vista sorpassare dall’auto dell’ex premier e non avrebbe invece notato la vettura di Mancini, che quindi sarebbe uscito allo svincolo per invertire il senso di marcia. Renzi ritiene impossibile la circostanza, asserendo di essere andato via prima dell’agente segreto e definendo falsa la narrazione fatta e dunque mettendo in dubbio la credibilità della “testimone”. L’insegnante sarà ospite della prossima puntata di Report, assieme al padre che, in auto con lei, avrebbe assistito all’incontro dei misteri. Unica certezza, annota il conduttore Sigfrido Ranucci, è che Renzi non ha mai rivelato cosa si sia detto con Mancini.

Di Antonio

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