Rom occupa casa di un anziano: il giudice attende 21 giorni per sbatterla fuori

Ben 21 giorni ci sono voluti per restituire al signor Ennio Di Lalla, 86enne residente nel quartiere romano Don Bosco, l’appartamento che i rom gli avevano sottratto. Saranno a carico dell’anziano le ingenti spese per riparare i danni subiti.

Lo scorso 13 ottobre l’anziano si era ritrovato fuori casa all’improvviso, di ritorno da una visita medica. Una rom gli aveva occupato casa. È iniziato così un calvario lungo quasi un mese. Tanto il tempo che c’è voluto per ottenere un decreto di sequestro preventivo che ponesse fine all’occupazione abusiva.

La vicenda

Ennio Di Lalla aveva lasciato la sua abitazione da un paio di giorni per effettuare alcuni controlli medici e ricevere le cure necessarie. Ma una volta ritornato a casa si è trovato di fronte a una situazione paradossale. Inserita la chiave nella toppa del portoncino d’ingresso ha scoperto che la serratura era stata cambiata. All’interno si era insediata una donna rom con un bambino che, di fatto, ha cacciato il proprietario dal suo appartamento. Di Lalla non immaginava assolutamente di trovarsi in una condizione da incubo. Che qualcosa fosse successo l’anziano l’aveva intuito, poiché l’amministratore, avvisato dai vicini, aveva messo in guardia l’uomo. La sera precedente dall’abitazione sono giunti strani rumori che avevano messo in allarme il condominio.

La serratura era stata cambiata

Alla donna è bastato solo scardinare la porta blindata per accedere e prendere possesso dell’appartamento sito in via Pasquale Del Giudice. Quando il giorno dopo l’anziano proprietario, ex funzionario di un’azienda pubblica, ha fatto ritorno alla sua abitazione ha trovato l’amara sorpresa. “Qui ora ci abito io, faccia quello che vuole” avrebbe detto l’occupante abusivo. Una donna dal cognome, anche quello subito cambiato sul campanello, probabilmente rom, con tanto di figlia e cane.

Sul terrazzino anche i panni stesi della famigliola abusiva. Inutile chiedere aiuto alle forze dell’ordine. I carabinieri hanno infatti spiegato alla povera vittima che non vi era un furto in corso e quindi era impossibile per loro procedere allo sfratto forzato. Sarebbe dovuto intervenire un giudice per dare l’ordine. Infatti, l’occupazione abusiva prevede solo una denuncia in stato di libertà. In poche parole, l’anziano si è trovato sfrattato da casa sua da una donna che adesso può tranquillamente utilizzare i suoi arredi, i suoi elettrodomestici e ammirare perfino i suoi quadri appesi alle pareti. Fortunatamente l’86enne ha trovato ospitalità presso il fratello, in attesa che l’autorità giudiziaria faccia qualcosa in seguito alla denuncia sporta dall’uomo.

L’anziano sfrattato da una rom

Tutto inizia la sera del 13 ottobre, quando l’amministratore del condominio ha avvertito l’anziano: “Degli inquilini hanno sentito strani rumori provenire dall’appartamento”. L’uomo, pensando che i ladri fossero scappati perché scoperti, non aveva allertato la polizia e aveva pensato di andare il giorno dopo a vedere la situazione. “L’indomani, il 14 ottobre verso le 11.30, mi recavo a casa per verificare. Ho provato a inserire le chiavi nella toppa della serratura e ho constatato che non erano più funzionanti. Notato l’evidente danneggiamento della porta ho dedotto che era stata sostituita la serratura.

Avendo paura di trovare ancora qualcuno all’interno, mi sono recato in un ufficio di polizia per chiedere un immediato intervento, ma mi veniva consigliato di tornare a casa, cioè fuori casa, chiamare il numero di emergenza e aspettare l’arrivo, effettivamente immediato, di una pattuglia” ha scritto la vittima nella denuncia. E ha poi aggiunto: “Gli operanti, però, dopo aver constato l’impossibilità di entrare nella mia abitazione con le mie chiavi hanno suonato. A quel punto compariva una donna a me sconosciuta che accettava di fare entrare i carabinieri”. “I militari, con mio immenso stupore, forse anche per evitare problemi di ordine pubblico nei miei confronti, mi invitavano ad allontanarmi dalla mia abitazione, nonostante avessi rappresentato loro che vivo e ho sempre vissuto lì. Quindi sono dovuto andare via e quella donna è rimasta dentro casa senza che io potessi fare nulla”

Tra l’altro, come l’anziano ha spiegato, all’interno dell’abitazione ci sono anche tutti i documenti sanitari, che per lui sono indispensabili, oltre alle medicine salvavita e a tanti beni di valore.

Il pensionato ha timore che la donna, che non aveva mai visto prima, possa vendere gli oggetti presenti in casa: libri, quadri e altro materiale meno prezioso. “Sono i miei ricordi – ha continuato – ho paura di averli persi per sempre, magari dati via per pochi soldi”. Quell’abitazione è tutto per l’86enne. “Vivevo là dagli anni Cinquanta con i miei genitori. Prima – ha sottolineato l’anziano – pagavamo la pigione a un ente. In seguito ho riscattato l’alloggio, comprandolo con i miei soldi”.

“Il giorno in cui il signor Ennio mi ha conferito l’incarico, ho subito presentato alla procura istanza di sequestro preventivo – ha spiegato al Giornale l’avvocato Alessandro Olivieri, difensore del signor Ennio – Si tratta di una misura cautelare che serve proprio ad evitare il depauperamento del bene, in attesa che le indagini – i cui tempi sono quelli che sono – facciano il loro corso. Per ottenere l’emissione della misura da parte del gip abbiamo dovuto aspettare 17 giorni. Ed è un fatto inaccettabile considerato che per loro natura le misure cautelari sono misure urgenti.”

“Ennio è svenuto. Ha avuto un malore. Mi è caduto tra le braccia non appena si è reso conto delle condizioni in cui era ridotto l’appartamento.”

L’avvocato racconta che “Da una prima ricognizione superficiale ci siamo resi conto che mancano dei quadri ed è sparita la vetrinetta con dentro la collezione di accendini d’oro e sterline. Oggetti di valore, a cui però Ennio era anche legato affettivamente. Sono spariti anche i suoi vestiti, e poi l’appartamento è ridotto ad un campo rom. All’interno c’era anche un cane, relegato in balconcino tra le sue feci. Quello dell’utilizzare un animale per rallentare le procedure di sgombero è uno degli escamotage più in voga tra gli abusivi, perché prima di effettuare l’intervento bisogna trovare un luogo idoneo per sistemarlo.”

Chi pagherà i danni lasciati dalle occupanti?

“Sono tutti a carico di Ennio”.

Di Antonio

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