Chi vuol prendersi la Lega in Abruzzo?

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Non so a voi ma a me la domanda sorge spontanea. Appunto, chi vuol prendersi la Lega?

di Antonio Del Furbo

Il dubbio da cui scaturisce la mia domanda, parte da un’evidenza dei fatti fin troppo chiara. Mi riferisco al continuo ingresso (o travaso) degli ex Forza Italia e dell’intera galassia centrodestra nel partito salviniano. È fin troppo evidente, dunque, anche la rincorsa alle poltrone (visto che proprio la Lega ha tutte le carte per garantirle) in barba agli ideali un po’ “libertari” dell’era berlusconiana.



Nei vari casi che vi abbiamo già raccontato (vedi il caso Giuliante) ce ne sono di emblematici anche a Montesilvano, comune adriatico in cui si voterà per le comunali.

A supporto del candidato sindaco Ottavio De Martinis si sono schierati volti più o meno noti della politica locale. C’è, ad esempio, Anthony Aliano, già assessore della giunta di centrosinistra Di Mattia, nel 2014 passato a Forza Italia e oggi, appunto, in Lega. C’è anche Stella Immacolata Cantelli che alle regionali di febbraio di quest’anno appoggiava il candidato presidente del centrosinistra Giovanni Legnini e ora approdata anche lei in Lega. C’è Deborah Raffaella Comardi eletta in consiglio con il centrosinistra di Di Mattia nella lista Sinistra Unita, nel 2014 passata a Forza Italia, oggi in Lega. C’è Enea D’Alonzo, nel 2012 eletto con il centrosinistra nella lista (Idv), nel 2014 appoggia il candidato del centrosinistra Ruggero e oggi Lega. Ernesto De Vincentiis, nel centrodestra liste e partiti li ha girati quasi tutti da Forza Italia a Masci. Valentina Di Felice, passa dall’Udc alla Lega, è un vizio di famiglia il padre è stato prima con Cantagallo poi assessore con il centrodestra di Cordoma e poi di nuovo con il centrosinistra di Di Mattia, fino a passare il testimone alla figlia. Barbara Di Giovanni passa dall’Udc alla Lega. Gabriele Di Stefano lista Arcobaleno con Cantagallo, poi Margherita, cacciato dal Pd per aver votato in consiglio il bilancio della Giunta Cordoma il Pd lo ricandida sia nel 2012 che nel 2014; ha un primato è riuscito a votare i bilanci di tutti i sindaci da Cantagallo a Maragno passando per Cordoma e Di Mattia. Giuseppe Menè, dalla Margherita con Cantagallo al Pdl con Cordoma, oggi Lega. Danilo Palumbo anche lui dall’Udc alla Lega. Adriano Tocco nel centrodestra ha girovagato tutte le liste segue le orme di De Vincentis.

“Un malcostume -spiega Rifondazione- che denunciamo da tempo”. Il punto però, oltre ai ‘passaggi’, è un altro a mio avviso. E, forse, quello più inquietante.

All’interno della Lega si sono formati gruppi di ex An, ex Forza Italia ed ex ‘di tutto di più’. Il sospetto è che, ognuno, abbia interesse a tirare acqua al proprio mulino con accordi sotto banco (specie in vista delle elezioni europee) per favorire un candidato piuttosto che un altro. Il caso siciliano, per citarne uno, potrebbe essere il caso da cui prendere spunto:“A Caltanissetta la Lega e il M5S hanno fatto un accordo per fare perdere il candidato del centrodestra Michele Giarratana, lo posso mettere per iscritto. E’ inutile che i leghisti e i grillini neghino l’accordo. C’è stato ed è sotto gli occhi di tutti” ha detto il leader di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè.

Chi eviterebbe di far votare a un ex An entrato in Lega in Abruzzo un altro ex An come Massimo Casanova candidato alle europee per la Lega in Puglia? Nessuno. Il dado verrebbe tratto solo dopo le elezioni e magari per pretendere la riorganizzazione del partito per spodestare l’attuale classe dirigente. Per rifarsi un partito a propria misura? Potrebbe essere.

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