Chieti, aumento di stipendio per cognato sindaco e addetto stampa: la delibera votata in piena estate

In piena crisi idrica e con una situazione economica disastrata, l’amministrazione comunale di Chieti trova il tempo di assicurare altri soldi pubblici con una delibera approvata in fretta e furia il 3 agosto scorso.

E le motivazioni con la quale il governo di Chieti tenta la difesa è ancor più risibile della ‘mossa’ messa in campo mentre gran parte degli italiani sono in ferie o hanno a che fare con emergenze ben più gravi.

Perché allora non votarsi una delibera in grado di far uscire dalla povertà quantomeno lo staff dell’amministrazione comunale?

E dunque, la delibera, a firma del dirigente del “Settore Affari regionali – Risorse umane” sostituisce:

“Il trattamento economico accessorio previsto dal contratto collettivo con un unico emolumento annuo lordo omnicomprensivo relativamente alla dott.ssa Moica Di Fabio pari a euro 2880 e al Sig. Mario Di Gregorio Porta pari a euro 3840 più oneri a carico dell’Ente ed Irap come per legge, con decorrenza da agosto 2021 e fino alla scadenza del mandato elettorale del sindaco, salvo diversi provvedimenti, tenuto conto del piano di riequilibrio pluriennale in corso con impegno annuale”

E siccome non c’è da perdere tempo:

“il presente provvedimento è immediatamente eseguibile, stante la necessità di elaborazione dei cedolini stipendiali mensili”

L’urgenza degli aumenti

Ma perché si è dovuto procedere così velocemente all’aumento di stipendio delle due figure? Semplice: l’amministrazione – che un tempo raccontava di mettersi al servizio dei cittadini per puro orgoglio teatino – oggi si accorge che quell’impegno ha un costo. E dunque deve essere remunerato – non solo aumentando gli stipendi – ma anche considerando le ore straordinarie.

Infatti la delibera spiega che:

“i collaboratori del sindaco hanno espletato un monte ore lavorative straordinario piuttosto elevato con una consistente spesa mensile tale da considerare conveniente riconoscere un emolumento unico differenziato per la d.ssa Di Fabio ed il sig.re Mario Di Gregorio Porta” e “che l’attività del sindaco comporta presenza fattiva sia nella sede comunale che presso gli Enti per lo svolgimento di riunioni, incontri operativi e quant’altro sia necessario per il conseguimento degli obiettivi politico-programmatici”.

Per questo, quindi, il giustificato aumento degli stipendi. Come se in campagna elettorale sindaco e amministrazione non conoscessero tempi e metodi di lavoro per mandare avanti un Ente come il Comune.

Perché non è stato detto in campagna elettorale che l’amministrazione avrebbe aumentato gli stipendi di tutti?

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Quando per il vicesindaco la piaga era la “mancanza di lavoro”

“La situazione economica, occupazionale e sociale della nostra città è stata drammaticamente aggravata dalla pandemia – tuonava l’attuale vicesindaco Paolo De Cesare – . La disoccupazione è continuata a salire, raggiungendo livelli record, diverse attività commerciali non hanno neanche riaperto, addirittura la Caritas ha triplicato il numero dei pasti serviti e dei beni di prima necessità consegnati”. E ancora: “Ora più che mai c’è bisogno che la politica metta in campo soluzioni concrete, efficaci e durature. Noi ci stiamo impegnando e stiamo lavorando per questo, mentre attorno vediamo solo attività propagandistiche da parte di molti”.

L’infornata nello staff

Il sindaco Diego Ferrara nominando la sua squadra insieme al suo vice De Cesare chiamò come addetto stampa Monica Di Fabio, giornalista che proveniva dallo staff dell’ex sindaco di Pescara, Marco Alessandrini. Addetto stampa, tra l’altro, al centro di alcune critiche riguardo errori grammaticali e non nella diffusione di post.

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Le nomine: amici e parenti

Il dato interessante è che nello staff di Ferrara entra anche suo cognato, Mario Antonio De Gregorio Porta. L’abilità politica, però, sta nel fatto che a nominarlo è stato il vice sindaco Paolo De Cesare. De Gregorio Porta avrà il compito di svolgere “attività di supporto in particolare delle funzioni relative alle attività di rappresentanza e onorificenze pubbliche, cerimoniale di manifestazioni civili, religiose e culturali”.

Sempre De Cesare ha infornato, come istruttori amministrativo contabili part-time, Livio Di Bartolomeo e il fondatore del gruppo “Chieti su Facebook” Fabio Di Pasquale. Il compito, per loro, sarà quello di offrire supporto alla “promozione e attuazione del programma di mandato”.

L’aumento degli stipendi

Evidentemente le casse del Comune di Chieti non sono vuote in quanto i nuovi amministratori hanno anche pensato di aumentarsi gli stipendi. Viene intanto abolita la rinuncia al 7% dell’indennità precedentemente introdotta dall’ex sindaco, Umberto Di Primio. Ferrara, però, va oltre: si aumenta lo stipendio di ben 331 euro in più al mese. Agli assessori, come se non bastasse, vanno 200 euro in più al mese. Dunque, a Ferrara vanno 4734 euro mensili e al vicesindaco De Cesare 3550. Agli assessori 2540 euro.

Ovviamente, alla votazione per l’aumento dello stipendio al cognato non ha partecipato. Ci sarebbe da ridere. Forse.
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Di Antonio

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