È morto David Sassoli. Gli ultimi mesi di vita: dalla legionella al ricovero nel centro oncologico di Aviano
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“Sono stato colpito in modo grave da una brutta polmonite da legionella. Ho avuto febbre altissima, sono stato ricoverato all’ospedale di Strasburgo. Poi sono rientrato in Italia per la convalescenza, ma purtroppo ho subito una ricaduta e questo ha spinto i medici a consigliarmi una serie di analisi e di accertamenti”.

Si raccontava così David Sassoli in un video del 9 novembre 2021. Aveva la voce affaticata e spiegava la sua assenza per malattia dal Parlamento europeo. “I medici stanno lavorando per consentirmi di lavorare al più presto ai miei impegni. A loro vanno i miei ringraziamenti per la loro competenza e la loro attenzione”. 

Il ritorno

ll 22 novembre David Sassoli era tornato a presiedere l’Aula di Strasburgo: “Volevo ringraziare in apertura di questa plenaria i vicepresidenti, i presidenti dei gruppi, i gruppi politici, l’amministrazione. Io purtroppo sono stato assente per malattia e ho avuto una polmonite molto cattiva, però le attività del Parlamento hanno proseguito e di questo volevo ringraziare tutti” aveva detto. E proprio in quelle ore si susseguivano voci su una sua possibile ricandidatura al Parlamento europeo, sostenuta dal gruppo dei socialisti europei.  Poi la rinuncia dello stesso Sassoli, in nome della conservazione della maggioranza Ursula, il 15 dicembre: “Il fronte europeista rischierebbe di dividersi, e sarebbe andare contro la mia storia, le nostre convinzioni, le nostre battaglie. Non posso permetterlo”.

Il 16 dicembre l’intervento al Consiglio europeo, con l’appello alla riforma del Patto di Stabilità e al ritorno a una “Europa che protegge”. “Innovare, proteggere, diffondere: ecco le 3 proposte che vi propongo per guidare il rinnovamento del nostro progetto europeo”.

Il ricovero

Il 26 dicembre il ricovero nel centro oncologico di Aviano per gravi complicanze dovute a una disfunzione del sistema immunitario. Una notizia diffusa dal suo portavoce solo ieri, quando ormai le condizioni di David Sassoli erano disperate. “C’è stata una complicazione negli ultimi giorni che ha aggravato drammaticamente le sue condizioni di di salute” dice a Rainews24 Roberto Cuillo, portavoce di Sassoli.

L’addio in un post

“Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario, dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa” scrive lo staff del presidente del Parlamento europeo in un post di addio.

“Per il Presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi, i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto. In questo momento così triste per tante e tanti cittadini italiani ed europei resta, intatta, la forza dei suoi insegnamenti e delle sue indicazioni: mai fingere, mai alimentare polemiche, spirali, pregiudizi, pettegolezzi, meschinità”.

Il carattere

“Principi personali così profondi da plasmarne, con tratto inconfondibile, anche la pratica e probabilmente la stessa teoria dell’agire politico. Principi semplici quanto assolutamente inderogabili, da cui non deflettere in alcun caso. Per nessun motivo. Anche quando, recentemente, di fronte ai suoi gravi problemi di salute, si erano diffuse in rete deliranti malevolenze su Covid e affini, persino in quel momento la scelta di non replicare, di non inasprire i toni, gli era sembrata l’unica possibile.
Paradigma di stile, riservatezza, sobrietà”
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“E di una merce rara, nella temperie della politica contemporanea: l’autorevolezza. Politica e morale. La fiducia che tante e tanti di voi riponevate in lui, se può esser di conforto, era ben riposta. 

La stima nei suoi confronti, altrettanto. Con David Sassoli l’Europa e l’Italia perdono un uomo delle istituzioni di primario livello, che credeva nella politica nella sua accezione più nobile, in un’Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione, sempre con il sorriso. Ecco proprio vedersi salutare con un sorriso, così come con questa lieta immagine lui saluta noi, è la cosa che forse maggiormente potrebbe fargli piacere. Bello fossero tantissimi sorrisi… Addio, David. Grazie”.

La notizia della morte

A dare notizia della mrte di David Sassoli è stato David Carretta, corrispondente dalle istituzioni europee di Radio Radicale nonché persona a lui vicina. David Sassoli è stato vittima di un mieloma. Il presidente del Parlamento europeo si è spento all’1.15 dell’11 gennaio presso il Cro, ovvero il Centro di Riferimento Oncologico, di Aviano, in provincia di Pordenone. “Un’informazione per i miserabili no-vax che stanno speculando sulla scomparsa di David Sassoli – scrive Carretta alcune ore dopo il decesso – Sassoli dieci anni fa aveva subito un trapianto di midollo a seguito di un mieloma, tumore delle plasmacellule. Che un Dio, se c’è, non vi perdoni”. 

Cos’è il mieloma 

Sassoli aveva deciso di non parlare pubblicamente della malattia. Il mieloma è un tumore maligno del sangue dovuto a una proliferazione incontrollata di plasmacellule, specifica tipologia di globuli bianchi con il compito di combattere le infezioni e fabbricare gli anticorpi che riconoscono, attaccano e distruggono i germi. Invece di produrre anticorpi utili, le cellule tumorali ne producono di anomali che possono compromettere vari organi, in primo luogo i reni. Nelle fasi più avanzate, la proliferazione delle cellule tumorali ostacola quella di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, provocando un indebolimento delle difese immunitarie – come accaduto a David Sassoli – anemia o impossibilità di fermare emorragie.

Sassoli era arrivato sullo scranno più alto del Parlamento europeo un po’ per caso.

Nel luglio del 2019 i capi di stato e di governo avevano scelto un’altra personalità del gruppo socialista per presiedere la plenaria di Strasburgo e Bruxelles, l’ex premier bulgaro Sergey Stanishev. Il Parlamento europeo e una parte dei Socialisti&Democratici si rivoltarono contro una candidatura considerata non solo poco credibile, ma anche a rischio di scandali di corruzione. In mezza giornata, grazie a un’alleanza con la delegazione dei socialisti spagnoli, Sassoli riuscì a imporsi come unica alternativa credibile. Il 3 luglio del 2019 fu eletto con 345 voti al secondo scrutinio contro la candidata dei Verdi, Ska Keller, e dei Conservatori e riformatori europei, Jan Zahradil.

Per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, Sassoli era un “europeista sincero e appassionato”. Nel suo discorso di insediamento il 3 luglio del 2019, Sassoli aveva chiesto a tutti i deputati di recuperare “lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza”

Sempre attento ai temi del sociale e dei giovani, le sue priorità erano state la lotta al cambiamento climatico, la necessità di una politica più vicina ai cittadini e ai loro bisogno e l’urgenza di rafforzare la democrazia parlamentare e di promuovere i valori europei. Subito dopo l’inizio della pandemia, Sassoli si è battuto per una risposta straordinaria da parte dell’Unione europea. Sotto la sua presidenza, il Parlamento europeo ha lanciato l’idea dei Recovery bond, che poi hanno preso la forma di “Next Generation Eu”.

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