Imponeva tacchi e minigonne alle studentesse: il giudice Bellomo torna libero
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Il gup del Tribunale di Bari, Annachiara Mastrorilli, ha rinviato a giudizio l’ex giudice del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo. Il reato è di atti persecutori su due donne.

Si tratta, come abbiamo raccontato, di due ex borsiste della sua Scuola di Formazione per la preparazione al concorso in magistratura ‘Diritto e Scienza’. Il giudice avrebbe imposto loro anche dress code con minigonna e tacchi alti. Il processo inizierà il 3 dicembre 2020 dinanzi al Tribunale monocratico.

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Il gup ha accolto l’istanza dei difensori di Bellomo, sostituendo la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento.

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Bellomo finisce agli arresti la prima volta l’8 luglio 2019. Venti giorni dopo il Tribunale del Riesame aveva revocato la misura cautelare disponendo l’interdizione per dodici mesi. La Procura aveva poi impugnato e dopo la pronuncia favorevole della Cassazione, nuovi giudici del Tribunale della Libertà di Bari, il 10 luglio scorso, avevano ripristinato la misura degli arresti domiciliari, oggi revocata.

E se Bellomo…?

La selezione delle donne tramite colloquio, sottoponendole al “test del fidanzato sfigato”, sarebbe stato l’ex pm Nalin. Il giudice era incaricato anche di vigilare sul rispetto degli obblighi contrattuali, svolgere istruttorie in caso di violazioni e proporre sanzioni. L’estorsione sarebbe stata commessa nei confronti di un’altra corsista. La donna era stata costretta a rinunciare ad un lavoro da co-presentatrice in una emittente televisiva “in quanto incompatibile con l’immagine di aspirante magistrato» e «minacciando di revocarle la borsa di studio”.

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