Inchiesta De Fanis: la macchina del sesso. Tutta una montatura

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Un accordo per fare sesso tra l’assessore e la sua segretaria. Lucia Zingariello, la 34enne di Guardiagrele, avrebbe dovuto accettare, per trentaseimila euro all’anno, di avere rapporti sessuali quattro volte al mese.

Un accordo per fare sesso tra l’assessore e la sua segretaria. Lucia Zingariello, la 34enne di Guardiagrele, avrebbe dovuto accettare, per trentaseimila euro all’anno, di avere rapporti sessuali quattro volte al mese con De Fanis. La donna, tra l’altro, non era assunta. “L’assessore era ossessionato da me – ha raccontato la donna al pm Giuseppe Bellelli – mi ha costretto a firmare quel contratto senza potermi tirare indietro”. La Zingariello ha precisato di avere la tessera del Pd e di aver accettato l’incarico offertogli all’epoca dall’assessore per poter aiutare la madre. “Non ho mai partecipato alle sue campagna elettoralI” ha aggiunto. “Ora la mia vita è un incubo. Non vado più in giro per il mio paese. Ricevo telefonate anonime, gente che mi vuole incontrare, che mi insulta. L’impatto dell’arresto sulla mia vita è stato devastante, perché sono mamma di una bambina piccola” ha raccontato la donna a Repubblica. 

È tutto falso

“Scherzi amorosi come ce ne possono essere in un rapporto tra amanti, non sappiamo cosa abbia detto la Zingariello ma siamo pronti ad agire nelle sedi opportune”. È quanto dichiarato all’Agi da uno dei legali dell’ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Domenico Frattura, a proposito delle dichiarazioni che Lucia Zingariello, la ex segreteria di De Fanis, avrebbe rilasciato nel corso di un interrogatorio al pm di Pescara raccontando di un ‘contratto’ che la obbligava ad avere rapporti sessuali con il suo datore di lavoro e amante. “Tra De Fanis e la Zingariello è noto che intercorreva un rapporto che andava ben oltre quello meramente lavorativo e il presunto foglio che sarebbe stato ritrovato non è che da ricondurre alla relazione sentimentale tra due persone adulte e consenzienti – spiega l’avvocato Frattura, del foro di Lanciano – non so questo documento in che cosa consista perché non c’era nel fascicolo che ho potuto consultare e non so che cosa ha detto la Zingariello in un interrogatorio che tra l’altro dovrebbe essere secretato: evidentemente la segretezza vale solo per alcuni, di certo vale per noi. Se la Zingariello dovesse aver fatto dichiarazioni di questo tipo ne risponderà nelle sedi opportune: non creda che per alleviare o alleggerire la sua posizione, possa gettare discredito su De Fanis. È evidente anche dalle intercettazioni che tra la signora Zingariello e l’ex assessore De Fanis c’era un rapporto che andava oltre il rapporto lavorativo: nell’ambito di questo rapporto sicuramente tra i due ci sono stati messaggi, sms, lettere con dei contenuti che si possono scrivere per gioco e non certo per costringere nessuno ad avere rapporti sessuali. Non c’era nessun tipo di pretesa di natura sessuale a fronte di promessa di denaro, era un rapporto consenziente tra adulti”, conclude il legale di De Fanis. 

I commenti

Marco Forconi, leader di Forza nuova Abruzzo, è duro:” L’ex assessore alla cultura della Regione Abruzzo (centrodestra) che fa firmare una scrittura privata alla propria segretaria dove ‘scambia’ 36.000 euro annui con prestazioni sessuali da intrattenere almeno 4 volte a settimana. Altro che Forconi: qui ci vorrebbe una bella benda, un muro fatiscente ed il condannato girato di spalle”.

Ironico Andrea Colletti, deputato del M5S Abruzzo:”La domanda sorge spontanea per Chiodi e tutta la sua truppa: ma questa clausola esclusiva viene prevista per tutti i contratti fiduciari intercorsi tra assessori e segretarie (cioè una sorta di contratto collettivo regionale) oppure riguarda solo l’integgerrimo assessore de Fanis?”

La cosa che non si capisce della vicenda è perché sarebbe dovuto esserci un contratto scritto (da mostrare a chi?) e come mai la procura non indaga sulla fuga di notizie sulla vicenda. E se fosse tutta una bufala inventata da qualche giornalista?

ZdO


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