Vita dopo la pandemia. La normalità non tornerà

Vita dopo la pandemia. La normalità non tornerà

Inchieste Notizie

Rimarremo distanti e in un certo senso isolati per molto più tempo di quello che crediamo. A dirlo è un’analisi del MIT Technology Review, rivista di proprietà del Massachusetts Institute of Technology , ed editorialmente indipendente dall’università. La dimostrazione arriva anche da una simulazione dell’Imperial College di Londra. Una situazione che, in un certo senso, accompagnerà la vita e il lavoro di tutti per sempre.

Ci sarà un’esplosione della Shut-in Economy, ovvero dell’economia chiusa che ci trasformerà, come anticipava già un report del 1998 dei ricercatori di Carnegie Mellon, in eremiti. Lo studio per monitorare il comportamento sociale di 169 persone che effettuano le loro prime incursioni online. I navigatori del web hanno iniziato a parlare di meno con la famiglia e gli amici e sono diventati più isolati e depressi. “Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che quella che è una tecnologia sociale ha conseguenze antisociali”, ha detto uno dei ricercatori all’epoca. “E queste sono le stesse persone che, quando viene chiesto, descrivono Internet come una cosa positiva.”

Mai come oggi quelle analisi tornano d’attualità.

Per fermare il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo. Come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari”. Questa l’analisi di Gordon Lichfield, direttore di MIT Technology Review. Il report è dedicato ai cambiamenti nella vita personale e nel mondo del business che la pandemia finirà per cristallizzare anche dopo che sarà attenuata. “La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, e lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese. Alcune cose non torneranno mai più”.

Il governo inglese alza bandiera bianca

La constatazione di Lichfield parte dal fatto che il governo inglese ha alzato bandiera bianca davanti alla pandemia e che ogni Paese debba comportarsi come l’Italia, cioè appiattire la curva dei contagi. Dunque, la strategia è quella di imporre un distanziamento sociale per rallentare la diffusione del virus ed evitare il collasso del sistema sanitario. “Ciò implica che la pandemia deve durare, attenuata, fino a quando non ci sarà un numero sufficiente di persone che hanno avuto il Covid-19 in modo da lasciare la maggior parte degli altri immuni (supponendo che l’immunità duri per anni, cosa che non sappiamo) o che nel frattempo non si trovi un vaccino.

Quanto tempo ci vorrebbe e quanto devono essere draconiane queste restrizioni sociali?

Trump ha detto che “con diverse settimane di azione mirata, possiamo svoltare l’angolo e capovolgere la situazione in fretta”. In Cina ci sono volute sei settimane di isolamento.

Ma non finirà qui.

Fino a quando qualcuno nel mondo avrà il virus, le epidemie continueranno a ripetersi. In un rapporto di martedì 17, i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno proposto un metodo di controllo: imporre misure di distanziamento sociale più estreme ogni volta che i ricoveri nei reparti di terapia intensiva (ICU) iniziano ad aumentare, e rilassarli ogni volta che i ricoveri diminuiscono.

Il metodo

Ogni volta che superano una soglia, per esempio, 100 alla settimana, il paese dovrebbe chiudere tutte le scuole e la maggior parte delle università, adottando il distanziamento sociale. Quando scendono sotto i 50 ricoveri, queste misure verrebbero revocate, ma le persone con sintomi o i cui familiari hanno sintomi rimarrebbero comunque confinate a casa.

Come si misura la “distanza sociale”?

I ricercatori la definiscono così: “Tutte le famiglie riducono del 75% i contatti al di fuori della famiglia, della scuola o del posto di lavoro”. Significa che ognuno fa tutto il possibile per ridurre al minimo i contatti sociali e, nel complesso, il numero di contatti diminuisce del 75%. Questo modello, precisano i ricercatori, il distanziamento sociale e la chiusura delle scuole dovrebbero essere in vigore per circa due terzi del tempo, attivo due mesi e un mese in pausa, fino a quando non sarà disponibile un vaccino, il che richiederà almeno 18 mesi (se funziona).

L’ondata di malati gravi

Senza il distanziamento sociale dell’intera popolazione, anche la migliore strategia di mitigazione porterebbe a un’ondata di malati gravi otto volte superiore a quella che il sistema statunitense o britannico possono affrontare. Anche se si impostassero fabbriche per sfornare letti e ventilatori e tutte le altre strutture e forniture, si avrebbe comunque bisogno di molti più infermieri e medici per prendersi cura di tutti.

Il distanziamento per un solo lungo periodo non servirebbe

Perché una volta eliminate le misure di distanziamento, la pandemia scoppierebbe di nuovo, solo che questa volta sarebbe in inverno, il momento peggiore per sistemi sanitari già troppo tesi.

 Quindi, secondo Lichfield non si sta parlando di un’interruzione temporanea. È l’inizio di uno stile di vita completamente diverso.

A pagare le conseguenze economiche saranno, secondo Technology Review, le imprese che contano su un gran numero di persone che si riuniscono in massa: ristoranti, caffè, bar, discoteche, palestre, hotel, teatri, cinema, gallerie d’arte, centri commerciali, compagnie aeree, trasporti pubblici, scuole private, centri diurni. Per non parlare dello stress dei genitori spinti a far studiare a casa i loro figli, delle persone che cercano di prendersi cura di parenti anziani.

La stagione di adattamento

Le palestre cominceranno a vendere attrezzature per esercizio a casa e fare sessioni online. Ci si può consolare con il fatto che le nuove abitudini diminuiranno l’impatto ambientale dei viaggi, favoriranno il ritorno a filiere produttive locali, a un maggior ricorso al camminare e alla bicicletta.  

Quindi come possiamo vivere in questo nuovo mondo?

Lichfield spera che la risposta passi anche attraverso il miglioramento dei sistemi sanitari, con la costituzione di unità di risposta alle pandemie in grado di muoversi rapidamente per identificare e contenere le epidemie prima che comincino a diffondersi. “Poi occorre sviluppare la capacità di aumentare rapidamente la produzione di attrezzature mediche, kit di test e farmaci. Sarà troppo tardi per fermare la Covid-19, ma sarà d’aiuto per le future pandemie.”

Cinema con metà posti

A breve termine troveremo compromessi imbarazzanti che ci permetteranno di mantenere una certa parvenza di vita sociale. Forse le sale cinematografiche toglieranno metà dei loro posti, le riunioni si terranno in sale più grandi con sedie distanziate, e le palestre richiederanno di prenotare gli allenamenti in anticipo. In definitiva, verrà ripristinata la capacità di socializzare in sicurezza.

Israele e Singapore già nel futuro

Si possono vedere i primi segnali nelle misure che alcuni paesi stanno prendendo. Israele utilizzerà i dati di localizzazione dei cellulari, con cui i suoi servizi segreti rintracciano i terroristi, per rintracciare le persone che sono state in contatto con i portatori noti del virus. Singapore effettua una ricerca esaustiva dei contatti e pubblica dati dettagliati su ogni caso conosciuto.

Luoghi di lavoro con “termometri”

Il futuro potrebbe essere rappresentato da uno scenario in cui per salire su un volo si dovrà essere iscritti a un servizio che tracci gli spostamenti attraverso il telefono. Ci sarebbero requisiti simili all’ingresso di grandi spazi, edifici governativi o snodi di trasporto pubblico. Scanner della temperatura installati ovunque, e il posto di lavoro potrebbe richiedere l’uso di un monitor che misuri la temperatura o altri segni vitali.  

Insomma, il mondo è cambiato molte volte, e sta cambiando di nuovo. E ora dovremo adattarci a un nuovo modo di vivere. Alcuni ci perderanno più degli altri.

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