Covid, nuove norme in arrivo: c'è chi spinge per una forte restrizione

Alle porte c’è la chiusura di quattro città importanti d’Italia per covid. Torna l’incubo della zona rossa e del lockdown. E a breve non si potrà né entrare e né uscire se la curva pandemica continuerà a salire.

Nuovo Dpcm: “Limitare gli spostamenti”. Quota 15mila contagi

D’altronde i moduli per le autocertificazioni sono già scaricabili e a disposizione dei cittadini delle metropoli coinvolte. Milano (1.858 nuovi casi nelle ultime 24 ore), Genova (che deve fare i conti con il tasso di positivi più alto in rapporto ai tamponi), Napoli e Roma.

A preoccupare le ultime due città sono soprattutto i trasporti: gli assembramenti che si creano alle fermate e a bordo dei mezzi rischiano di diventare un pericolosissimo veicolo di contagio. Per alleggerire le strade si sta pensando di incentivare sempre più lo smart working.

Un governo assente, un premier poco lucido e un lockdown alle porte

Walter Ricciardi parla chiaro: il consulente del ministro della Salute ha confermato che alcune aree metropolitane sono “già fuori controllo dal punto di vista della sorveglianza della pandemia”, con numeri davvero troppo alti “per essere contenuti con il metodo tradizionale del testing e del tracciamento”. Alle sue parole si aggiungono quelle di Sandra Zampa: “Milano deve prendere le misure necessarie, compresa eventualmente diventare zona rossa”.

Le misure

La nuova norma che potrebbe scattare a breve, tra gli altri, la limitazione di tutti gli spostamenti non necessari, salvaguardando e tutelando solamente lavoro e scuola per far fronte alla risalita dei casi di covid. Giuseppe Conte ha invitato gli italiani a restare a casa e a muoversi solamente per vere necessità e non per attività superflue. Il presidente del Consiglio, insieme all’intero governo, sta già lavorando al prossimo Dpcm. Lidea è quella di introdurre ulteriori restrizioni valutando l’effetto delle norme recentemente partorite. Ma in molti spingono per un blocco già da domenica. Andrea Orlando, vicesegretario del Partito democratico, parla della forte necessità di “una stretta inevitabile” e coordinata a livello centrale.

Giuseppe Conte come Ponzio Pilato: sul Dpcm si è lavato le mani

Il termine zona rossa spaventa. Poi ci sarebbero le zone arancioni in cui verranno bloccati i confini, i lockdown sub-provinciali e l’interruzione di attività produttive considerate maggiormente a rischio. Torna inoltre l’idea di un coprifuoco anticipato. Nel frattempo i governatori hanno già adottato delle nuove norme anti-covid, che però a stretto giro potrebbero essere superate dalle decisioni del governo giallorosso. Sull’intero territorio nazionale si potrebbe provvedere alla chiusura delle sale giochi, delle palestre e dei centri commerciali.

Di Antonio

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