Scandalo Cirsu: licenziati 52 operai Sogesa

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Non c’è più scampo per gli operai dell’ex braccio operativo del Consorzio dei rifiuti di Grasciano. È arrivata, infatti, la comunicazione ufficiale dalla curatela fallimentare che dovrebbe aprire, ora, l’iter per la mobilità.

L’ufficialità della decisione è arrivata dopo il mancato accordo tra le parti martedì scorso presso la Provincia di Teramo. Attualmente in 21 prestano servizio presso la sede del Cirsu a Grasciano e altri 3 presso il Comune di Bellante.

La politica, intanto, continua a promettere. Il presidente della Provincia è convinto che il Cirsu riassorbirà il 70% dei lavoratori in base agli accordi fatti con la prefettura. Tra le ipotesi ci sarebbero quella di far nascere una società unica che assicuri il trattamento di tutto il ciclo dei rifiuti dell’intero comprensorio teramano.

Solo alcuni giorni fa il tribunale di Teramo aveva salvato il Consorzio rigettando la richiesta di fallimento presentata dal gruppo Deco in quanto, secondo i giudici, il Cirsu non è stato inadempiente ma, anzi, ha pagato tutti i creditori all’infuori, appunto, di Aia.

I lavoratori di Sogesa, intanto, annunciano battaglia e rimettono in mano ai Comuni la responsabilità per il salvataggio del loro futuro. In sostanza, quanti più sindaci porteranno i rifiuti nel Cirsu maggiore sarà la possibilità di un reintegro dei lavoratori.

ZdO

 

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